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Eutanasia: 2-3 italiani al mese vanno a morire in Svizzera, in aumento

Cronaca

Roma, 22 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono una trentina in tutto gli italiani andati in Svizzera per non fare piu' ritorno. Connazionali "andati a morire in esilio", cosi' li definisce Emilio Coveri, presidente di Exit Italia, Centro di studi e documentazione sull'eutanasia. Nell'ultimo anno sono stati 2-3 al mese, con un trend in aumento, "complice una maggiore informazione sull'argomento".

"Gli abitanti della Penisola ora sanno - secondo Coveri - che c'e' un modo per morire dignitosamente quando la malattia ti aggredisce togliendoti ogni dignita', fino a che ti spegne tra atroci sofferenze". I connazionali che nell'ultimo anno hanno scelto e percorso la strada della 'dolce morte' si sono rivolti a due associazioni, entrambe Svizzere, che praticano l'eutanasia. "Diciotto erano stati informati di questa opzione da noi - spiega il presidente di Exit Italia - gli altri si sono mossi da soli". Si sono rivolti alla Dignitas di Zurigo o alla ExInternazional di Berna, "e qui hanno messo fine alle loro sofferenze".

Dei malati terminali italiani che hanno deciso di 'emigrare' in Svizzera, dove l'eutanasia e' legale sin dal 1942, "nessuno ha piu' fatto ritorno". Un dato che non e' poi cosi' scontato. "Delle 400 richieste di suicidio assistito che ogni anno arrivano alla Dignitas e alla ExInternational, in primo luogo dagli stessi elvetici - spiega infatti Coveri - solo 120 vengono accettate, le altre 280 non rientrano nei parametri dalle norme svizzere". Non e' andata cosi', invece, per i nostri connazionali che nell'ultimo anno hanno deciso di optare per la 'dolce morte'. Spendendo "non piu' di 3.000 euro, meno di un funerale nel nostro Paese", fa notare il presidente di Exit Italia all'Adnkronos Salute. (segue)

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