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Padre Cantalamessa: ''I terremoti non sono mai castigo di Dio''

Cronaca

Città del Vaticano, 22 apr. (Adnkronos) - ''Terremoti, uragani e altre sciagure che colpiscono insieme colpevoli e innocenti non sono mai un castigo di Dio. Dire il contrario significa offendere Dio e gli uomini. Sono però un ammonimento: in questo caso, l'ammonimento a non illuderci che basteranno la scienza e la tecnica a salvarci. Se non sapremo imporci dei limiti, possono diventare proprio esse, lo stiamo vedendo, la minaccia più grave di tutte''. E' questo uno dei passaggi dell'omelia pronunciata questo pomeriggio nella basilica vaticana alla presenza del Papa, da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, in occasione della celebrazione della liturgia della Passione del Signore.

Le parole del frate cappuccino di fatto costituiscono una risposta alle affermazioni del vicedirettore del Cnr, Roberto de Mattei, cattolico tradizionalista, il quale ai microfoni di Radio Maria aveva spiegato che il sisma andava letto come castigo divino e in rapporto al peccare degli uomini. ''La globalizzazione - ha detto ancora Cantalamessa - ha almeno questo effetto positivo: il dolore di un popolo diventa il dolore di tutti, suscita la solidarietà di tutti. Ci dà occasione di scoprire che siamo una sola famiglia umana, legata nel bene e nel male. Ci aiuta a superare le barriere di razza, colore e religione. Come dice il verso di un nostro poeta, 'Uomini, pace! Nella prona terra troppo è il mistero'''.

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