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Pasqua: Tettamanzi, avere coscienza limpida e forte del senso del peccato (2)

Cronaca

(Adnkronos) - "Facciamo nostri allora i sentimentio che san Carlo ha manfiestato ai fedeli che ascoltavano la sua omelia del 17 luglio 1583 -sottolinea Tettamanzi- 'O figli, tornate a Dio con le lacrime agli occhi ed esclamate. Tu, o Signore, hai toccato i ciechi, e avendo avuto compassione di loro, li hai risanati".

"Ora siamo qui davanti a te anche noi ciechi -continua Tettamanzi nella lettura dell'omelia di san Carlo- perche' ci siamo allontanati dalla tua vita preferendo la strada del peccato. Dal piu' intimo del nostro cuore noi leviamo a te la voce, noi ti presentiamo i nostri affetti e t'imploriamo: abbi pieta', o signore abbi pieta'".

Tettamanzi ricordato poi il momento dell'approssimarsi della morte di Gesu' quando "a mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio". Un buio "che invade la terra, la terra intera. In queste tenebre vedo il simbolo del male -prosegue Tettamanzi- sorpattutto del male morale e spirituale. ma queste -osserva- sono tenebre che non riempiono solo la terra. Avvolgono e penetrano soprattutto il cuore di ogni uomo".

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