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Pasqua: tempo incerto e crisi economica colpiscono turismo Sud Sardegna (2)

Economia

(Adnkronos) - La spesa media pro-capite, in ambito nazionale, (comprensiva di trasporti, cibo, alloggio e divertimenti) quest'anno si attestera' sui 309 euro rispetto ai 305 del 2010 generando un giro d'affari di 3,27 miliardi (rispetto ai 4,05 miliardi del 2010) per un decremento del 19%. Nel dettaglio, chi restera' nella provincia di Cagliari spendera' in media 287 euro (rispetto ai 272 del 2010), mentre chi andra' oltreconfine spendera' una media di 637 euro a persona (rispetto ai 502 del 2010)

Secondo Mauro Murgia, presidente Federalberghi Sud Sardegna "si tratta di una battuta d'arresto nella capacita' di spesa che va al di la' di ogni aspettativa e ci induce a compiere un'attenta riflessione sulla situazione dei consumi turistici interni - sottolinea Murgia - il decremento del giro d'affari e' ancor piu' preoccupante se visto nella prospettiva della mancanza del ponte del 25 aprile, assorbito dalla Pasquetta e dal successivo ponte del primo maggio che quest'anno cadra' di domenica. Il sistema alberghiero, comunque, ancora una volta ha lasciato ferme le proprie tariffe proprio per venire incontro alle difficolta' economiche delle famiglie europee. All'indomani di queste festivita' si aprira' un confronto per stabilire alcune priorita' senza le quali il sistema turistico regionale rischierebbe di vedere compromessa anche l' imminente stagione turistica estiva".

Quanto alla Fipe, dall'indagine realizzata da Axis Research emerge infatti che domenica prossima sara' occasione di un viaggio vero e proprio di vacanza solo per il 7,3% circa degli italiani e che di questa piccola percentuale il 90% rimarra' in Italia. Il 29,2% si concedera' almeno una gita quotidiana, dunque senza pernottamento, mentre il rimanente 63,5% (+1,5% sull'anno scorso) non varchera' l'uscio domestico, lasciando pero' aperta la porta per amici e parenti. Fra quelli che si concederanno la gita di un giorno, il ristorante verra' scelto dal 6%. Si tratta comunque di 3,6 milioni di persone, fondamentalmente nuclei familiari composti da nonni, genitori, e figli. In pratica, andra' al ristorante il 6,5% di tutti gli italiani con oltre 64 anni; il 7,5% di tutti i 45-54enni e il 6,5% dei giovanissimi fra i 18 e 24 anni. In questo contesto risulta che la scelta del "fuori casa" e' preferita con valori sopra alla media nel Nord e Centro Italia. (segue)

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