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25 aprile, al via le celebrazioni Napolitano: no a cieco scontro Fini a Herat incontra i militari

Politica

Roma, 25 apr. (Adnkronos/Ign) - Sì alle riforme "mature e necessarie", purché non si mettano in discussione i principi enunciati nella Costituzione, soprattutto nella prima parte della Carta fondamentale. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso della cerimonia per il 66° anniversario della Liberazione all'Altare della Patria.

"Si proceda - ha detto il capo dello Stato - alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato. Lo si faccia con la serietà che è devorosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali, in cui tutti possono riconoscersi. Senza mettere in forse quei principi, e qualle sintesi, così comprensiva e limpida, dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha nella sua prima parte sancito". Questo ultimo passaggio dell'intervento del capo dello Stato è stato sottollineato con applausi dalal folla, che nonostante la pioggia ha voluto assitere alla cerimonia della deposizione di una corona di alloro al monumento del Milite Ignoto e alla consegna di una medaglia d'oro al valore civile consegnata dal capo dello stato a Paolo Pucci, nipote di quel Mario Pucci, assassinato dai fascisti a 20 anni nel 1938.

L'Italia ha bisogno di un "nuovo senso di responsabilità nazionale" di "una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza", ha detto ancora Napolitano. L'esperienza della Resistenza è stata "rigeneratrice", una riposta a "colpi durissimi e a rischi estremi vissuti dalla nazione". "Dalla memoria e dalla viva consapeovlezza di prove come quella possiamo trarre - ha ribadito il capo dello Stato - la fiducia indispensabile per affronteare le sfide di oggi e del futuro". Ma la compolessità di queste sfide "e delle incognite che vi si accompagnano, la difficoltà dei problemi che già ci si pongono e ci incalzano", ha sottolineato, hanno bisogno, appunto, di un nuovo senso di responabilità nazionale e di una rinnovata capacità di coesione.

La competizione elettorale non ceda ad "una logica di acceso e cieco scontro". E' inoltre l'auspicio espresso dal presidente della Repubblica nel suo intervento all'Altare della Patria. Alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, ha sottolineato il capo dello Stato, "sono seguite settimane di aspra tensione nella vita istituzionale e nei rapporti politici, anche per l'avvicinarsi di normali scadenze elettorali. E' nell'interesse comune che le esigenze della competizione in vista del voto non facciano prevalere una logica di acceso e cieco scontro; è nell'interesse comune che dal richiamo di oggi, 25 aprile, agli anni della Resistenza, della ricostruzione democratica e del rilancio economico, sociale e civile dell'Italia, dal richiamo a quelle grandi prove di impegno collettivo, venga lo stimolo a tener fermo quel che ci unisce e deve unirci come italiani. Parlo del lascito della Resistenza, dell'eredità di quell'assemblea costituente che sull'onda della Liberazione nacque insieme con la Repubblica".

"Lasciare alle spalle le ferite del passato, per una ritrovata concordia, nell'unità e nella memoria nazionale". E' l'esortazione che il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha lanciato, intervenendo all'Altare della Patria. Per lui qualche fischio da parte della folla che ha assistito alla cerimonia. Secondo il ministro dell'Interno Roberto Maroni "le classi dirigenti sono tenute a condividere gli alti valori morali" espressi dalla guerra di Liberazione, "senza più demonizzazioni inutili e dannose, per realizzare le riforme che servono a completare la transizione verso un'Italia più unita e solidale".

Il presidente della Camera Gianfranco Fini si è invece recato a Herat per la visita al contingente italiano in Afghanistan. "Oggi 25 aprile ricorre la Festa della Liberazione. Credo che ognuno di voi e i vostri commilitoni siano idealmente la dimostrazione di come la lotta per la liberta' non conosca confini geografici e come in nome della libertà occorra continuare con il massimo dell'impegno", ha detto la terza carica dello Stato ripreso da SkyTg24.

A Milano un corteo celebrativo attraverserà la città, a partire dalle 14.30. Vi prenderanno parte il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Ci saranno anche il candidato sindaco del centrosinistra Giuliano Pisapia e quello del terzo polo Manfredi Palmieri; non sfilerà invece il sindaco Letizia Moratti, che sarà però presente al momento conclusivo in piazza.

Il leader radicale Marco Pannella parteciperà alla manifestazione milanese sfilando insieme alla Brigata Ebraica per poi unirsi ai sostenitori di Pisapia nel corso del corteo. La lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali del prossimo mese sostiene infatti la candidatura dell'ex presidente della commissione Giustizia della Camera.

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