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Spari sui civili e raid nelle case di Daraa: ancora vittime della repressione del regime

Esteri

Damasco, 25 apr. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Ancora violenze in Siria. Almeno 20 persone sono rimaste uccise questa mattina a Daraa, nel sud del Paese, dopo che centinaia di militari sono entrati nella città simbolo della rivolta contro Bashar al-Assad con carri armati e mezzi corazzati. Lo denunciano attivisti citati dall'agenzia di stampa tedesca Dpa.

In particolare, i carri armati avrebbero aperto il fuoco dalle prime ore di oggi contro le persone e le case. Molti i corpi visti giacere senza vita per le strade, come rifersicono testimoni tramite Internet. I mezzi corazzati sono entrati a Daraa nella notte per mettere in atto quella che sembra la repressione definitiva della protesta scoppiata il 15 marzo. Al momento non è possibile ottenere una conferma indipendente del numero delle vittime in quanto ai giornalisti arabi e stranieri non è consentito entrare nella zona, dove sono state anche interrotte le linee telefoniche e l'elettricita. Ma la l'utilizzo di cellulari siriani permette di avere qualche testimonianza diretta.

''Posso dirvi che tremila militari sono entrati in città e stanno compiendo raid nelle case di Daraa'', spiega un tassista siriano che vive a Daraa all'agenzia di stampa tedesca Dpa. In città ''ci sono forze di Maher al-Assad (fratello del presidente siriano, ndr). Stanno sparando a chiunque si muova'', ha aggiunto il tassista.

Un altro testimone ha denunciato poi la presenza di cecchini sugli edifici governativi e di uomini della sicurezza in divisa che hanno sparato a caso verso le case. ''Le persone si stanno rifugiando a casa. Ho visto due corpi vicino alla moschea e nessuno va a prenderli per portarli via'', ha aggiunto il testimone.

Non solo. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riportato oggi che le forze pro-Assad hanno sparato e ucciso almeno 13 civili nella città costiera di Jabla. Le forze di sicurezza e uomini armati lealisti si sono dispiegati ieri nel quartiere sunnita di Jabla dopo che si era svolta una manifestantione a favore della democrazia nella città, come riferiscono attivisti locali.

Un attivista per i diritti umani a Damasco ha riferito oggi che le forze della sciurezza siriane stanno continuando a interventire anche nella capitale, e in particolare nel sobborgo di Duma, sparando contro civili disarmati e arrestando alcuni residenti. Ci sarebbero dei feriti, ma al momento non viene indicato il loro numero.

Intanto, le autorità di Damasco nei pressi della città di Daraa hanno chiuso il confine con la Giordania, accusata nei giorni scorsi da Assad di essere connivente rispetto ai manifestanti contro il governo siriano.

L'Iran, invece, ha respinto la richiesta del presidente degli Stati Uniti Barack Obama di interventire nella crisi siriana, dicendo che i funzionari di Damasco sono perfettamente in grado di amministrare da soli il proprio Paese. ll portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast ha infatti detto che "ascoltare le richieste popolari è l'unica soluzione per le dispute in corso nei Paesi della regione''.

Dall'inizio della protesta, a metà marzo, è di oltre 300 morti il bilancio delle vittime in Siria. Il giorno più sanguinoso è stato venerdì, con 112 morti.

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