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Attacco a gasdotto del Sinai, stop forniture a Israele. Il governo: "Siamo preoccupati"

Esteri

Il Cairo, 27 apr. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Un gruppo di uomini armati ha attaccato oggi il gasdotto di El Arish che trasporta gas naturale dall'Egitto verso Israele.

Il terminal esploso si trova a 344 chilometri a nord est del Cairo e la potente esplosione si e' registrata verso le 3 e 30 di questa mattina, ora locale. L'oleodotto e' stato quindi spento e le forniture di gas verso Israele e la Giordania sono state interrotte. Il 27 marzo scorso uomini armati hanno collocato dell'esplosivo nel gasdotto di al-Sabil con l'intenzione di farlo esplodere, ma l'attentato e' stato sventato. Il terminal era gia' stato oggetto di un atto di sabotaggio il 5 febbraio durante la Rivoluzione del 25 gennaio culminata con la deposizione dell'ex presidente Hosni Mubarak.

Israele, che dipende per il 40% del suo gas dal Sinai, è preoccupato da questi sabotaggi anche se per ora preferisce continuare a comprare il gas dal Cairo con il quale vuole mantenere buoni rapporti. "Evidentemente c'e' preoccupazione" afferma il portavoce del governo israeliano Avi Pazner, raggiunto al telefono dall'ADNKRONOS. Israele ha altre "alternative" per il rifornimento energetico, sottolinea l'ex ambasciatore in Italia, "ma noi preferiamo vedere se possiamo continuare a comprare gas dall'Egitto", afferma Pazner, spiegando che "vi e' anche un motivo politico, perche' vogliamo mantenere buoni rapporti con l'Egitto".

L'ex ambasciatore in Italia ricorda poi che Israele ha scoperto enormi giacimenti di gas nel mare che potranno essere sviluppati. Ma al momento si preferisce rivolgersi all'Egitto, "al quale spetta provvedere alla sicurezza del gasdotto".

Secondo il ministro delle Infrastrutture Uzi Landau però, Israele ''deve prepararsi'' a convivere con una ''situazione in cui il rifornimento di gas dall'Egitto venga interrotto''. In risposta all'esplosione odierna, la Compagnia elettrica di Israele ha diffuso un comunicato nel quale si legge che usera' tutte le risorse a disposizione per riattivare il servizio di fornitura di gas, ''compreso l'uso di combustili alternativi approvato dal ministero nazionale delle Infrastrutture e dal ministro della Protezione dell'Ambiente''.

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