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Omicidio Rea: per inquirenti Melania non aveva doppia vita

Cronaca

Ascoli Piceno, 27 apr. (Adnkronos) - Non ci sarebbero elementi per far pensare ad una doppia vita di Melania Rea, la donna uccisa a Ripe di Civitella, nel teramano. E' l'opinione che si sono fatti, finora, gli inquirenti che stanno lavorando all'omicidio della 29enne, scomparsa il 18 aprile dal pianoro di Colle San Marco di Ascoli Piceno e il cui cadavere e' stato ritrovato due giorni dopo, in un bosco, ad una decina di chilometri di distanza.

Dagli elementi raccolti finora, non emergerebbe, secondo gli investigatori, la possibilita' che la vittima avesse una doppia vita. Fra le priorita' dell'inchiesta, c'e' quella di capire con esattezza l'ora nel quale la Rea sarebbe entrata in contatto con l'omicida e l'ora della morte. In un primo tempo, infatti, era stato affermato che la morte potesse essere sopraggiunta dopo nove dieci ore dalla scomparsa e dall'allontanamento dal marito, Salvatore Parolisi, e dalla loro bambina, con i quali Melania stava trascorrendo qualche ora a Colle San Marco.

Per gli inquirenti, e' fondamentale scoprire dove Melania sia stata aggredita e accoltellata, un luogo che potrebbe non essere lo stesso dove il corpo e' stato trovato. A Casermette di Ripe di Civitella (Te) non era presente una quantita' di sangue della donna tale da far pensare ad un'aggressione avvenuta sul luogo. Gli investigatori stanno percio' cercando un altro posto dove, forse, l'assassino puo' avere aggredito la donna in un primo momento. Uno dei primi elementi dell'autopsia, infatti, e' che la Rea ha perso molto sangue a causa delle 35 coltellate che ne hanno causato la morte, appunto, per dissanguamento e per le lesioni provocate dall'aggressione.

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