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Caso Cucchi: maresciallo Carabinieri, la sera dell'arresto era tranquillo e spiritoso

Cronaca

Roma, 28 apr. (Adnkronos) - "La sera del 15 ottobre, quando dopo l'arresto fu portato nella caserma dei carabinieri della stazione Appia, Stefano Cucchi era tranquillo e spiritoso. Non disse di avere particolari problemi di salute... accenno' ad una sofferenza di fegato... Aveva profonde occhiaie marroni, forse dovute all'uso di stupefacenti". Lo ha dichiarato il maresciallo dei carabinieri Roberto Mandolini, che era comandante della stazione Appia la sera in cui Cucchi fu arrestato, nel processo in corso a Roma.

Il sottufficiale ha anche ricordato che a Cucchi, fermato insieme con Emanuele Mancini, che stava comprando da lui droga nella zona dell'Appio Claudio, al parco Lemonia, furono sequestrati hashish, ecstasy, cocaina e un'altra pasticca. Venne sequestrato anche denaro. Poi il sottufficiale ha ricordato che Cucchi, senza dare alcuna spiegazione, si rifiuto' di firmare il verbale dell'arresto. La stessa notte fu poi trasferito in una cella della caserma di Tor Sapienza perche' all'Appia non c'erano celle. La mattina successiva fu portato in tribunale per il processo.

Nel processo per la morte di Cucchi, dove sono costituiti parte civile oltre ai famigliari il Comune di Roma e 'Cittadinanza attiva', ci sono 12 imputati, cioe' tre guardie carcerarie accusate di lesioni personali gravi, sei medici dell'ospedale Sandro Pertini dove Cucchi mori' la mattina del 22 ottobre 2009 e tre infermieri. Tutti sono accusati di abbandono di persona incapace che, per mancanza di assistenza mori'.

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