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Parmalat: Mion, per restare public bisogna essere piu' veloce di pallottola

Finanza

Milano, 28 apr. - (Adnkronos) - Se una societa' quotata vuole rimanere una public company, senza azionisti forti di riferimento, deve essere "piu' veloce della pallottola". Invece, "uno bravo" come l'amministratore delegato di Parmalat Enrico Bondi si e' lasciato "raggiungere dalla pallottola". Una cosa "singolare", come lo e' il fatto che "non abbiano pensato prima a creare un azionariato stabile in Parmalat". E' il giudizio sulla vicenda Parmalat di Gianni Mion, amministratore delegato di Edizione srl, la holding della famiglia Benetton.

"Quello che mi meraviglia - afferma Mion, a margine dell'assembla di Luxottica a Milano - e' che non abbiano pensato prima a creare un azionariato stabile in Parmalat. Non lo riesco a capire. Per esempio, in Prysmian, che e' un caso emblematico, il management si e' attivato per acquisire aziende e fare fusioni. Societa' quotate 'public' ce ne sono pochissime in Italia".

"Nel caso Parmalat - continua Mion - non ho visto questa tensione per rimanere public. Per restare public, bisogna essere piu' veloci di una pallottola, perche' se rimani fermo sei finito. Parmalat invece si e' fatta raggiungere dalla pallottola, uno bravo come Enrico Bondi. Questo e' singolare. L'altra alternativa era organizzare degli azionisti stabili. Non l'hanno fatto e non capisco perche'. C'e' da chiedersi comunque - aggiunge il manager - perche' in Italia non si creano aziende piu' forti. Non c'e' un clima che incoraggia. Negli anni Sessanta c'era un clima per cui, se lavoravi, facevi carriera: era automatico. Non so quanti ragazzi oggi pensano che sia cosi'".

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