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Droga: don Ciotti , quella piu' pericolosa e' la rassegnazione

Cronaca

Torino, 29 apr. - (Adnkronos) - ''Dobbiamo tornare a farci sentire''. E' l'appello di don Luigi Ciotti agli oltre 400 operatori sociali presenti al convegno nazionale sulle dipendenze che si e' concluso oggi nella sede del Gruppo Abele a Torino. ''Dobbiamo farci sentire e farci capire anche fuori dai nostri contesti, usare linguaggi accessibili ai 'non addetti ai lavori', come non sempre siamo stati capaci di fare in passato'', ha spiegato don Ciotti perche' ''accanto alle forme 'tradizionali' di dipendenza, la societa' fa oggi i conti con altre e piu' pericolose 'droghe', di una politica troppo spesso ostaggio dei privilegi dei singoli o di casta, di un'economia che mortifica e spolpa i servizi sociali, di un'informazione che in molti casi non informa ma deforma''.

E ancora, ha proseguito il fondatore del Gruppo Abele, droghe come quella ''del lavoro senza sicurezza e diritti, di una cultura che riduce tutto al metro del successo, della ricchezza e dei soldi, della disuguaglianza accettata come una fatalita', delle illusioni vendute come speranze, ma soprattutto quella droga che ci impedisce di ribellarci e combattere tutte le altre, la droga dell'indifferenza, dell'assuefazione, della rassegnazione''.

Contro queste 'nuove droghe', don Ciotti ha quindi invitato gli operatori dei servizi sociali pubblici e privati ''a scendere di nuovo nelle piazze e nelle strade'' perche' ha aggiunto: ''in quelle strade c'e' una grande voglia di cambiamento, una grande rabbia positiva e propositiva che chiede solo di essere raccolta, di trovare progetto e parole credibili''.

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