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Lega non arretra, Calderoli: "Non vedo vie d'uscita"

Politica

Roma, 29 apr. (Adnkronos) - Clima sempre più arroventato nella maggioranza sulla Libia. Per ora il governo tiene, ma l'alleanza Pdl-Lega continua a vacillare. Il Carroccio, infatti, non arretra di un millimetro e per bocca di Umberto Bossi avverte il premier: ''Se Silvio non cambia linea, può capitare di tutto''. Dura poche ore la frenata del Senatur che aveva assicurato di non far saltare la coalizione a causa dell'intervento militare (''Troveremo la quadra''), senza risparmiare critiche al Cavaliere per il 'fuoco amico' che Giulio Tremonti ha subito in questi giorni. Roberto Calderoli rincara la dose in una intervista ilsussidiario.net: ''Ad oggi, non vedo vie d'uscita. Si rischia di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati''.

Il ministro della Semplificazione normativa storce il naso nel leggere l'interpretazione data dai berlusconiani alla vicenda: ''E' abbastanza irritante sentir parlare di fibrillazioni interne alla Lega: se c'è un partito in cui quando parla uno, Bossi, parlano tutti è proprio il nostro''. Bossi lancia frecciate anche sul fronte elettorale: ''A Milano corre Berlusconi, se perde perde Berlusconi''. Oggi 'La Padania' si era fatta sentire con un nuovo affondo: ''La Lega è partito di pace, ma essere contro la guerra non vuol dire subirla''. Con il passare delle ore le tensioni aumentano. Il presidente del Consiglio tace: trascorre l'intera giornata a palazzo Grazioli e ai suoi chiede di tenere i toni bassi per non alimentare nuove fibrillazioni.

Le opposizioni cavalcano le divisioni. Pierluigi Bersani, leader del Pd, non ha dubbi: ''Il governo, ha perso la faccia, è una barca senza la rotta''. E se la maggioranza ragiona sulla possibilità di presentare una mozione in Parlamento da sottoporre al voto dell'Aula, i democratici hanno depositato la propria mozione favorevole alla linea scelta dall'esecutivo con l'obiettivo di rendere palesi le divisioni Pdl-Lega.

La Lega, dunque, non fa marcia indietro. Raccontano che 'il capo', come chiamano Bossi i fedelissimi, ancora non avrebbe sbollito la rabbia per come il Cavaliere ha gestito la vicenda. I leghisti si sentono 'traditi', perché il comportamento del premier non è stato corretto nei confronti dell'alleato più fedele, il Senatur appunto, e di un partito, il Carroccio, che ''è il vero pilastro portante di questa maggioranza''. Non solo: dalle parti di via Bellerio non va giù il fuoco di fila nei confronti di Giulio Tremonti e continua a difendere a spada tratta il ministro dell'Economia dal 'fuoco amico' del Pdl. Manuela Dal Lago, deputato e presidente della Commissione Attività produttive della Camera, spiega gli umori del partito: ''Il comportamento del presidente del Consiglio non è stato certamente un comportamento corretto. Forse si dimentica che non è il padrone dell'azienda, ma un capo di governo''.

''Ho dei dubbi, ma non sono combattuto, sottolineamo l'inopportunità di andare a bombardare in Libia e lo dico anche come ex alpino'', sottolinea Franco Gidoni, capogruppo del Carroccio in commissione Difesa a Montecitorio. Per Calderoli non ci sono dubbi: ''Partito il primo raid, è tutto molto più difficile''. Poi annuncia che la Lega si tiene la mani libere nel voto parlamentare sulla missione. "La politica estera è una cosa, la missione in Libia un'altra, così come non fa parte del programma elettorale. Non ci sentiamo legati al programma su questo, anche perché non se ne era mai parlato''.

Guido Crosetto, deputato pidiellino e sottosegretario alla Difesa assicura: ''Il costo complessivo di tre mesi di missione militare in Libia, incluse le spese non ricorrenti (il costo del carburante degli aerei e il trasporto del personale nelle basi, per esempio) ''è pari a 150 milioni di euro'', e il nuovo utilizzo dei Tornado (anche per missioni di bombardamento, ndr) ''non aggrava molto dal punto di vista economico. Quest'ultima decisione non è quindi un problema economico, ma politico''.

Nel Pdl si getta acqua sul fuoco. Il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, assicura: ''Nei prossimi giorni lavoreremo per far si che comunque venga consolidata l'alleanza di governo. Per parte nostra -osserva ancora Cicchitto- abbiamo già rilevato che, a fronte della linea del governo che rimane chiaramente nell'ambito della Risoluzione della Camera approvata il 24 marzo, le nuove mozioni presentate dall'opposizione sono o pleonastiche e tattiche oppure mirate solo a rimettere tutto in questione''. Anna Maria Bernini, portavoce nazionale vicario del Pdl, osserva: ''Le opposizioni, indifferenti al danno che procurano al Paese, strumentalizzando ancora una volta i lavori delle Camere, tentano l'ennesima spallata autolesionista, proponendo mozioni i cui contenuti ricalcano e confermano l'azione del governo''.

Critica resta la posizione di Fli. Per Carmelo Briguglio, ''la mozione del terzo polo è inevitabile per le ambiguità del premier e non certo della Lega''. Benedetto Della Vedova, capogruppo alla Camera del partito, osserva: ''Ha ragione la Lega, il quadro è cambiato. E' da ridere che mentre il Carroccio fa la voce grossa, il Pdl, anziché replicare al suo alleato, continui a spiegare che la verifica parlamentare della tenuta della maggioranza sui temi della politica estera sarebbe istituzionalmente ''scorretta''.

"La Lega abbaia, si agita, ma poi torna sempre a cuccia, dice il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, al Tg1, commenta la posizione del Carroccio sulla missione in Libia. "L'unica cosa positiva -aggiunge- è che sull'intervento non ci saranno divisioni, che sarebbero state davvero gravissime per l'Italia".

Il centrosinistra attacca su tutti i fronti per far emergere le divisioni del governo. La mozione sulla Libia che il Pd presenterà alla Camera il prossimo 3 maggio, garantisce Bersani, non sarà la sponda al governo: ''E' l'esatto contrario del salvagente. La nostra è una mozione in grado di fare emergere le storture della maggioranza. Di questo si tratta. Il governo è una barca senza rotta e senza timone ormai da mesi, sia nella politica interna, sociale, economica, del lavoro e sia in quella internazionale. Abbiamo perso credibilità -insiste- abbiamo perso la faccia con mezzo mondo, abbiamo avuto delle catastrofi diplomatiche, anche recenti, vedi l'incontro con la Francia e adesso ci segnaliamo per uno sbandamento micidiale su un tema delicatissimo come quello della Libia''. E ancora: ''Io sono abituato a vedere che la Lega alza il tono ma poi lega il Carroccio all'imperatore".

L'Idv chiede invece, per bocca di Antonio di Pietro, che il Pd "non faccia la stampella alla maggioranza. ''Non vorremmo mai che il voto del 3 maggio si trasformasse da una Caporetto del centrodestra nella pietra tombale del centrosinistra'', dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. ''Tutte le opposizioni, unite, votino contro la risoluzione del governo - aggiunge Antonio Borghesi - la maggioranza è in frantumi e dobbiamo cogliere questa straordinaria opportunita'''.

''Appoggiando l'intervento in Libia -dice il capogruppo al Senato, Felice Belisario- i partiti dell'opposizione farebbero un grande favore al governo, proprio quando è chiaramente imploso per la mancanza di una politica condivisa. I bombardamenti faranno perdere del tutto credibilità al nostro Paese, agganciandolo al traino di altre nazioni e costringendolo ad una guerra che la nostra Costituzione ripudia. All'Italia serve una svolta e serve subito. L'unica mozione che promuove un cambio di rotta è quella dell'Idv, chiaramente contraria all'inasprimento dell'impegno in Libia''.

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