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Piazza Fontana: superstite, risarcimento e' piccolo sollievo ma attendo verita' giudiziaria

Cronaca

Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - "Un piccolo sollievo" per il riconoscimento del risarcimento ma tanta "amarezza per l'assenza di una verita' giudiziaria". Roberto Antonucci Prina, 71 anni, superstite della strage di Piazza Fontana, commenta cosi' all'ADNKRONOS la decisione del giudice del lavoro del Tribunale di Imperia che accogliendo il suo ricorso ha condannato il ministero dell'Interno e Inps a pagare un risarcimento riconoscendo un danno di invalidita'.

Prina all'epoca dell'attentato terroristico aveva 29 anni e lavorava come impiegato nella Banca Nazionale dell'Agricoltura a Piazza Fontana a Milano. "Di quel giorno ricordo l'esplosione, un volo di sette metri - racconta - e intorno a me una mattanza, immagini che non si cancellano. Quarantadue anni dopo faccio ancora fatica a passare li' davanti, ho ancora le palpitazioni". Da anni Prina e' in cura presso l'ospedale di Siena per disturbi post traumatici da stress dove viene seguito da un nucleo specializzato.

"Oggi per me e' arrivata un risarcimento personale ma manca una verita' giudiziaria. Importante - sottolinea - sarebbe togliere il segreto di Stato, un passo che si deve fare per le vittime, per le loro famiglie, per i sopravvissuti. Per me e' arrivato un pezzo di giustizia per chi non c'e' piu' ancora no: e' una questione di dignita', un dovere di verita'".

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