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Wojtyla, fiume di fedeli per il Papa beato. Bertone: "Santità vissuta fino alla morte"

Cronaca

Città del Vaticano, 2 mag. (Adnkronos/Ign) - Un'altra notte è passata in veglia, questa volta in una piazza San Pietro aperta (la Basilica ha chiuso alle 3 di questa mattina), gremita dai fedeli raccolti in un'ordinata fila per rendere omaggio al papa beato. L'atto di venerazione, cominciato ieri alle 13, al termine della messa presieduta da Benedetto XVI, è andato avanti senza interruzioni con un fiume di persone che, seguendo il percorso prestabilito in piazza e poi nella basilica, hanno sfilato vicino al feretro di Giovanni Paolo II, collocato davanti all'altare centrale.

Giusto il tempo per un segno di croce e una veloce preghiera, mentre lampeggiavano i flash delle macchine fotografiche, ma ciò non è bastato a dissuadere i pellegrini giunti da tutto il mondo per la beatificazione di Karol Wojtyla. Così nella notte in piazza echeggiavano le diverse lingue, mentre sotto al colonnato è stato un continuo accendersi delle luci verdi dei metal detector. In fila anche tanti romani e fedeli non più giovani, incuranti della stanchezza.

La Gendarmeria vaticana ha reso noto che ieri oltre 250 mila fedeli si sono recati a pregare davanti alle spoglie del nuovo beato Giovanni Paolo II.

Questa mattina il cardinale Tarcisio Bertone Segretario di Stato vaticano, a San Pietro ha celebrato la messa di ringraziamento per il nuovo beato Giovanni Paolo II. ''La sua era una santità vissuta, specialmente negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, in totale fedeltà alla missione che gli era stata assegnata, fino alla morte''.

''Anche se non si trattava di un martirio vero e proprio - ha aggiunto il cardinale Bertone - tutti abbiamo visto come gli e' stato tolto tutto cio' che umanamente poteva impressionare: la forza fisica, l'espressione del corpo, la possibilita' di muoversi, perfino la parola. E allora più che mai ha affidato la sua vita e la sua missione a Cristo, perché solo Cristo può salvare il mondo. Sapeva che la sua debolezza corporale faceva vedere ancora più chiaramente il Cristo che opera nella storia. E offrendo la sua sofferenza a lui e alla sua Chiesa, ha dato a tutti noi un'ultima, grande lezione di umanità e di abbandono tra le braccia di Dio''.

Grazie a Wojtyla, ha detto poi il cardinal Bertone, ) la Chiesa ha saputo rinnovarsi per cercare le strade di una nuova evangelizzazione. ''Ringraziamo Dio - ha affermato Bertone - per averci dato un Papa che ha saputo dare alla Chiesa cattolica non solo una proiezione universale e una autorità morale a livello mondiale mai prima conosciute, ma anche, specialmente con la celebrazione del Grande Giubileo del 2000, una visione più spirituale, più biblica, più centrata sulla parola di Dio''. Una Chiesa, quindi, "che ha saputo rinnovarsi, impostare una nuova evangelizzazione, intensificare i legami ecumenici e interreligiosi, e ritrovare le vie anche di un fruttuoso dialogo anche con le nuove generazioni''.

''Non troviamo altre parole. Il dono è troppo grande per esprimere ciò che sente tutta la Chiesa, per esprimere ciò che sentono i nostri cuori. Un grazie speciale all'Italia per la simpatia con la quale accolse questo Papa venuto da lontano'', ha detto all'inizio della cerimonia l'arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Stanis?aw Dziwisz, che per 40 anni ha seguito Giovanni Paolo II, facendosi portavoce dei sentimenti di quanti in questi giorni hanno partecipato a Roma alla festa per la beatificazione di Giovanni Paolo II.

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