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Bin Laden, Karzai: talebani imparino la lezione. Hamas condanna: ucciso combattente arabo

Esteri

Islamabad, 2 mag. (Adnkronos/Aki) - "L'uccisione di Osama Bin Laden è un fatto di grossa importanza". E' con queste parole che il presidente afgano, Hamid Karzai, ha commentato la notizia della morte del terrorista saudita. Nel corso di una conferenza stampa, ripresa dalla tv satellitare 'al-Arabiya'', ha affermato che "si tratta di un fatto importante e i talebani dovrebbero imparare da questa lezione".

In poche ore, la notizia della morte del numero uno di al Qaeda ha fatto il giro del mondo accolta praticamente ovunque con soddisfazione.

L'uccisione di Osama Bin Laden sarà "di grande sollievo per la gente nel mondo intero", ha sottolineato il premier britannico David Cameron. "Bin Laden era responsabile delle peggiori atrocità terroristiche che il mondo ha vissuto, per l'11 settembre e per tanti altri attacchi, costati migliaia di vite, molti di loro britanniche".

La presidenza francese ha inviato un messaggio al presidente americano Barack Obama. L'annuncio della sua morte, rappresenta "un fatto di primo piano nella lotta globale contro il terrorismo", ha commentato l'Eliseo in una dichiarazione, in cui si ricorda come gli attacchi compiuti dalla rete terroristica guidata da Bin Laden abbiano causato la morte di migliaia di persone, "in particolare nei paesi musulmani". "Per queste vittime è stata fatta giustizia". Tuttavia, malgrado il colpo inferto al terrorismo, "non è la fine di Al Qaeda". Per il ministro degli Esteri francese Alain Juppè, la morte di Bin Laden rappresenta "una vittoria per tutte le democrazie che lottano contro l'abominevole flagello del terrorismo".

Soddisfazione è stata espressa anche dal Cremlino. "Rappresaglia e castigo sono inevitabili per tutti i terroristi", hanno commentato da Mosca. "La Russia è stata una delle prime a fare presente i pericoli rappresentati dal terrorismo globale e purtroppo sa di prima mano ciò che è Al Qaeda - si legge in una dichiarazione ufficiale. Solo una lotta comune contro il terrorismo globale può portare risultati. La Russia è pronta ad incrementare tale cooperazione".

Di una "vittoria per la giustizia, la libertà e i Paesi democratici che combattono fianco a fianco contro il terrore" ha parlato primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un comunicato. Israele, ha detto ancora Netanyahu, condivide "la gioia del popolo americano".

Dello stesso segno il commento dell'Anp. "La morte di Osama Bin Laden rappresenta un fatto importante per il processo di pace in Medio Oriente e per tutto il mondo", ha detto il portavoce dell'Autorità nazionale palestinese Ghassan Khatib, commentando alla tv araba 'al-Jazeera' la notizia dell'uccisione del leader di al-Qaeda. "Ora bisogna avere la meglio sui metodi violenti - ha spiegato - che lo stesso Bin Laden ha insegnato agli altri".

Diversa la posizione di Hamas. Il premier del governo di Hamas che controlla la Striscia di Gaza Ismail Haniyeh ha duramente condannato l'uccisione di Bin Laden. Secondo quanto riferisce la tv araba 'al-Jazeera', Haniye ha definito il terrorista arabo "un mujahid combattente arabo".

Secondo il premier del governo di Hamas, inoltre, le operazioni statunitensi in territorio pakistano sono ''una prosecuzione della politica americana di atrocità''. ''Condanniamo - ha detto Haniyeh, secondo l'agenzia di stampa Dpa - l'omicidio di un combattente''.

Per il presidente turco Abdullah Gul, ''il fatto che la mente più pericolosa e sofisticata al mondo sia stata catturata in questo mondo deve servire da esempio per tutti''. Citato dall'agenzia Anadolu, Gul ha espresso il suo ''grande benvenuto'' alla notizia, affermando: ''Questo dimostra che i terroristi e i leader delle organizzazioni terroristiche alla fine saranno catturati, vivi o morti''.

VATICANO - "Osama Bin Laden - come tutti sappiamo - ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i popoli e di strumentalizzare le religioni a questo fine - ha detto il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi -. Di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini, e spera e si impegna perché ogni evento non sia occasione per una crescita ulteriore dell'odio, ma della pace''.

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