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Libia, le forze di Gheddafi circondano Misurata

Esteri

Tripoli, 2 mag. - (Adnkronos/Aki) - Nel giorno del funerale del figlio del rais a Tripoli, non si placa l'assalto dei reparti fedeli al colonnello Muammar Gheddafi. Le sue truppe si sono ammassate nei pressi di Misurata, nell'ovest della Libia, probabilmente in attesa di sferrare un attacco contro gli insorti che da settimane sono assediati nel centro della città. Lo hanno riferito alcuni esponenti dei ribelli, citati dall'agenzia d'informazione 'Dpa', secondo cui almeno 5.000 soldati sono posizionati nelle zone periferiche di Misurata. Le stesse fonti hanno sottolineato che in vista dell'attacco gli insorti hanno imposto il coprifuoco in città dall'alba al tramonto.

Gli insorti hanno rivelato, inoltre, che al-Mutasim Gheddafi, quarto figlio del colonnello libico, sta reclutando truppe, soprattutto tra i giovani di Zlitan, città non distante da Misurata, per rinforzare i reparti dell'esercito che cingono d'assedio la città.

Misurata, considerata 'la porta d'ingresso' per Tripoli e per questo ritenuta strategica, è da settimane teatro di violenti scontri tra truppe lealiste e insorti. In città scarseggiano medicinali, acqua e viveri. Anche ieri i soldati di Gheddafi hanno bombardato Misurata con missili grad e bombe a grappolo.

Ieri sono state 165 le missioni aeree compiute in Libia dai velivoli che prendono parte alla missione Nato Unified Protector. Il totale delle sortite dall'inizio dell'operazione internazionale, il 31 marzo scorso, sale così a 4.728. In particolare, rilevano alla Nato, ieri sono state effettuate 60 'strike sorties', ovvero le missioni aeree in cui si identifica e si 'ingaggia' un bersaglio. Tra gli obiettivi dei velivoli della missione guidata dall'Alleanza atlantica, depositi di munizioni, veicoli blindati e corazzati, centri per comunicazioni, tra Mizdah, Zintan, Sirte, Dahra e Brega.

A Tripoli l'ambasciata della Turchia è stata chiusa "temporaneamente" a causa del peggioramento delle condizioni di sicurezza nella capitale libica. A riferirlo è il ministro degli Esteri di Ankara, Ahmet Davutoglu, secondo cui lo staff dell'ambasciata è stato trasferito in Tunisia. Davutoglu, citato dal sito web del quotidiano 'Hurriyet', ha dichiarato che tutte le attività dell'ambasciata "sono state sospese". Il ministro ha quindi precisato che la decisione di evacuare lo staff diplomatico in Tunisia è stata presa alla luce dei recenti attacchi contro le sedi diplomatiche di Italia e Gran Bretagna. Per Davutoglu, questo provvedimento "non significa la fine degli sforzi diplomatici per raggiungere un accordo di pace in Libia". Il capo della diplomazia turca non ha rivelato quando l'ambasciata di Ankara a Tripoli riprenderà le sue attività, ma ha sottolineato che rimarrà aperto il consolato turco a Bengasi, la roccaforte degli insorti nella Libia orientale.

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