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Mafia: Brusca, Riina mi fece nome Mancino per trattativa con Stato (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Il pentito Brusca ha precisato che e' "la prima volta che in dibattimento pubblico" fa il nome dell'ex ministro Mancino come 'referente' della trattativa instaurata da Riina. "Piu' che una trattativa, io parlo di un'offerta", ha precisato Brusca. Anzi, ricordando anche di aver fatto il nome di Mancino al pm Gabriele Chelazzi, scomparso qualche anno fa, che all'epoca indagava sulla strage di via dei Georgofili a Firenze e in seguito alla Procura di Palermo.

Al presidente della Corte che gli chiede perche' non avesse fatto prima il nome di Mancino in un'aula, visto a tutti i processi a cui e' stato sottoposto, Brusca ha risposto: "Non per paura", e ha aggiunto tutta una serie di motivi collegati alla "vita pesante" del pentito. Brusca, nel corso della sua deposizione, ha spiegato anche che la strategia mafiosa decisa dal capo dei capi Toto' Riina di "attaccare lo Stato" fu presa dopo il maxi processo istruito da Giovanni Falcone. "La causa di tutto e' il maxi processo", ha affermato Brusca. Al presidente della Corte che gli ha chiesto piu' volte se la strategia stragista decisa da Riina non fosse da ricondurre al regime del carcere duro inflitto ai mafiosi con l'articolo del 41bis, Brusca ha risposto: "Quello era un fatto momentaneo, entrato in corso d'opera. Ma la causa di tutto, ripeto, era il maxi processo. Del resto, l'attacco comincio' con l'uccisione di Falcone e poi di Borsellino. E se non ricordo male il regime del 41 bis comincio' dopo Borsellino ".

Tra i motivi che sarebbero stati all'origine dell'aggressione "al cuore dello Stato" ci sarebbero stati, secondo Brusca, "i maltrattamenti nelle carceri, le cosiddette violenze generalizzate" contro i detenuti mafiosi, in particolare quelli che avvenivano nelle carceri di Pianosa e dell'Asinara". (segue)

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