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Immigrati: profuga incinta, ho perso mio marito nella traversata/ La Storia

Cronaca

Palermo, 3 mag.- (Adnkronos) - (di Elvira Terranova) - "Dov'e' Selim? Dov'e' mio marito? Per favore, aiutatemi a trovare mio marito che e' caduto in mare durante la traversata. Non puo' essere morto. Riportatemelo". Occhi neri come il carbone, bagnati dalle lacrime che scendono copiose, Telou Maniew, 30 anni, parrucchiera del Togo, incinta di pochi mesi, e' uno degli oltre 2.500 profughi arrivati in poco meno di 48 ore sull'isola di Lampedusa e partiti, a bordo di vecchie carrette del mare, dalla Libia.

E' la stessa Telou, alta, slanciata, con un foulard colorato legato alla testa, a raccontare all'ADNKRONOS il suo dramma. Lo fa al suo arrivo al centro d'accoglienza di Lampedusa, nella notte tra sabato e domenica, quando riesce a parlare con uno dei mediatori culturali che parlando la sua lingua. La donna era a bordo della carretta del mare che trasportava 461 profughi e che non sono stati soccorsi dalle autorita' maltesi.

"Durante la traversata, in piena notte, abbiamo visto in lontananza le luci della motovedetta e per la felicita' ci siamo alzati quasi tutti. Per noi stava finendo un incubo. Ma la barca era malandata, rischiava di cadere a pezzi. Cosi', quando molti di noi si sono sbilancaiti su un lato della barca, alcuni sono caduti in mare - racconta la donna - Tra loro c'era anche mio marito, Selim e altra gente. Lui non sa nuotare e io ho iniziato a gridare, ma alcuni sono riusciti a risalire in barca". (Segue)

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