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Mafia: familiari vittime strage Georgofili, Brusca sia piu' chiaro

Cronaca

Firenze, 3 mag. - (Adnkronos) - ''Cambiamenti in corso d'opera, quali moventi mafiosi per le stragi del 1993: si parte dal maxi processo inviso alla mafia, e dalla legge Pio La Torre, si passa attraverso l'abolizione del 41 bis e qui arrivano i nostri morti, fino al round finale dell'attentato all'Olimpico fallito. Brusca Giovanni, loquace ma guardingo come al solito, si apre un po' di piu' su se stesso e spesso usa 'io c'ero', ma non sa nulla delle stragi di Firenze, Roma e Milano''. Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commentando la deposizione del pentito Giovanni Brusca nell'aula bunker di Firenze.

''Vogliamo trovare del positivo pero' in questa per noi sofferta deposizione, che fortemente abbiamo voluto. Ebbene Brusca Giovanni - sostiene Maggiani Chelli - mette secondo noi bene a nudo che non era solo la mafia a volere le stragi del 1993, ma deviazioni nella politica di destra e di sinistra del Parlamento e nelle istituzioni. Vanno esplicitati pero' bene i fatti e i nomi e cognomi, e Giovanni Brusca e' ancora una volta molto prudente. E' stato un capo mafia, conosce nel dettaglio i fatti, si e' fatto collaboratore di giustizia, sia piu' chiaro e meno guardingo''.

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