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Mafia: Brusca, mandai Mangano da Dell'Utri e Berlusconi (3)

Cronaca

(Adnkronos) - Durante la sua deposizione come teste, Brusca ha detto che dopo la strage in cui mori' Borsellino si interruppe ''ogni contatto'' con personaggi dello Stato riguardo alla cosiddetta trattativa intavolata con il ''papello'' voluto da Toto' Riina. Un ''papello'' che sarebbe stato preparato dopo l'assassinio di Giovanni Falcone e prima dell'attentato di via D'Amelio. A proposito dello stop alla trattativa, Brusca ha detto: ''Il primo a dirlo fu Salvatore Riina, che mi diceva: non c'e' piu' nessuno''.

Il pentito ha anche affermato che ''la sinistra'' sapeva della trattativa con uomini dello Stato. A una richiesta di precisazione su cosa intendesse per sinistra, domanda avanzata da un avvocato di parte civile, Brusca ha risposto :''La sinistra in senso lato, non il Pci, quella che governava nel 1992-93''.

Le stragi del 1993, ha sostenuto piu' volte Brusca, volevano spingere ''a far tornare lo Stato o chi per esso a trattare''. Brusca ha parlato anche del fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma, pensato per ''dare un segnale ai carabinieri che fino ad allora ci avevano preso in giro''. Dopo l'arresto di Riina, il successore al vertice di Cosa Nostra, Leoluca Bagarella, prese ''contatti con nuovi soggetti politici'', tra cui uno chiamato Sicilia Libera, ma che si rivelo' ''poco capace''. Per riprendere la trattativa ''c'era bisogno di individuare nuovi referenti politici'', ha ricordato Brusca. (segue)

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