Cerca

Trovato il 'tesoro' di Bin Laden, nelle mani della Cia pc e dischetti

Esteri

Washington, 3 mag. (Adnkronos/Ign) - Una vera "miniera d'oro". Così è stato definito da fonti dell'intelligence Usa il materiale trovato durante il raid nel compound dove si nascondeva Osama Bin Laden. Computer, dischetti, pennette ed altro materiale elettronico è stato infatti prelevato dal rifugio del leader terrorista dai commando dei Navy Seal dopo il blitz. E il tutto sarà passato al microscopio dagli esperti americani.

"Potete immaginare cosa c'è sull'hard drive di Osama bin Laden?" ha detto entusiasta la stessa fonte al sito americano Politico: "Centinaia di persone si metteranno ad analizzarlo, sarà straordinario anche se solo il 10% sarà funzionante".

Intanto emergono alcuni dettagli su quanto accaduto durante il blitz. Secondo la versione fornita da una fonte della Jama'a Jihad pakistana, ripresa dal giornale locale 'Dawn', Bin Laden sarebbe stato ucciso da una delle sue guardie del corpo e non dai marines americani. Il terrorista era infatti sempre scortato da due guardie del corpo che avevano l'ordine di sparare contro di lui ed ucciderlo nel caso in cui fossero stati circondati da soldati nemici". Questo perché "il leader di al-Qaeda non voleva in alcun modo finire prigioniero nelle mani degli americani ed essere sottoposto a torture".

La velocità è stata la chiave del successo dell'operazione durata in tutto una quarantina di minuti: la squadra dei Seal è arrivata a Abbottabad dall'Afghanistan a bordo di due Black Hawk che hanno creato agitazione tra i residenti della cittadina che hanno messo post su Twitter e chiamato le forze di sicurezza pakistane che però erano all'oscuro di tutto. Non sono mancati gli intoppi: uno degli elicotteri ha avuto in guasto atterrando nel cortile del compound, costringendo l'altro - che doveva stare di copertura all'esterno - a spostarsi, e far subito scattare l'invio di un terzo elicottero, un Chinook. Intanto i commando avevano iniziato la loro avanzata, stanza dopo stanza - uccidendo almeno quattro delle persone messe a protezione di Bin Laden - fino a quando alla Situation Room dove Obama e tutto il team della Sicurezza Nazionale vivevano i minuti più angosciosi della loro vita è arrivata la parola che tutti aspettavano: "Geronimo", il nome in codice scelto per Bin Laden durante l'operazione.

Per quanto riguarda invece il misterioso corriere che ha portato alla scoperta del rifugio, secondo quanto ha riferito una fonte diplomatica citata dalla Cnn, si tratterebbe del kuwaitiano Abu Ahmad al Kuwaiti. Le autorità americane non hanno rivelato il nome dell'uomo, ma i documenti diffusi da Wikileaks su Guantanamo contengono diversi riferimenti ad al Kuwaiti negli interrogatori dei prigionieri 'rafforzati' con la tecnica del waterboarding. E sappiamo che proprio da questi interrogatori è emerso il nome del corriere, indicato come molto vicino a Khalid Sheikh Mohammed, il 'cervello' degli attentati dell'11 settembre, e segnalato come uno degli uomini che accompagnò Osama bin Laden a Tora Bora, dove gli americani tentarono invano di catturarlo.

Donald Rumsfeld, che fu segretario alla Difesa durante gran parte dei due mandati di George Bush, ha tuttavia negato che la controversa tecnica interrogatoria dell'annegamento simulato sia servita a estorcere l'informazione. Queste informazioni sono state ottenute "con un normale approccio d'interrogatorio", ha detto Rumsfeld in un'intervista concessa al sito conservatore Newsmax.com.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog