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Strage Erba: 'Finche' morte non ci separi', in un libro le lettere di Olindo e Rosa

Cronaca

Roma, 3 mag. - (Adnkronos) - ''Era un soleggiato pomeriggio d'autunno, una piccola Rosa, parole custodite dal tempo, li' vicino la casa di Nostro Signore. Un sorriso, la sua gioia di comunicare, quando i nostri sguardi si incontrarono, in quell'attimo abbiamo capito che nasceva un sogno meraviglioso (non a tutti e' concesso)''. Cosi' Olindo Romano racconta il momento in cui vide e si innamoro' di Rosa Bazzi, rispondendo in una lettera alle domande di Cristiana Cimmino, giornalista della 'Gazzetta del Mezzogiorno', che ha ricostruito la strage di Erba attraverso la testimonianza dei due presunti artefici, Olindo e Rosa, in un volume dal titolo 'Finche' morte non ci separi'.

I presunti 'mostri' di Erba si raccontano attraverso una fitta corrispondenza epistolare con la Cimmino, redattrice di politica ed economia ma con il pallino della cronaca che, dopo avere seguito i fatti sui giornali, incuriosita dal rapporto 'simbiotico' di Rosa e Olindo, decide di conoscerli e raccontarli piu' da vicino. Tra mille difficolta' la Cimmino prende contatto con i due avviando con loro una fitta corrispondenza epistolare, interamente pubblicata nel libro, che cerca di fare luce sulle personalita' controverse di Rosa e Olindo.

Il risultato e' il racconto del delitto attraverso gli iter processuali e il tentativo di ricostruire la psicologia dei due presunti assassini, tanto legati tra loro e ''tanto ingenui -scrive Cimmino- da essere indotti a confessare ogni genere di brutalita', con l'illusione di poter restare insieme''.

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