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Strage Erba: Olindo e Rosa, ergastolo confermato in appello il 20 aprile 2010/Adnkronos (3)

Cronaca

(Adnkronos) - "Nessun perdono, ma voglio dimenticare l'odio, voglio vivere la mia vita e non rimurginare su loro due", dice Giuseppe Castagna, mentre il fratello Pietro non dimentica le insinuazioni avanzate dai legali di Rosa e Olindo."E' stata dura -confessa- tenere botta a tutto il fango che la difesa ha gettato addosso alla mia famiglia e a me in particolare. Ma ora e' finita". Soddisfatto anche il procuratore generale Nunzia Gatto: "Meglio di cosi' non poteva andare. Con tutte quelle prove -commenta- non poteva che finire in questo modo".

Non secondo il trio difensivo. "Mi aspettavo -dice l'avvocato Fabio Schembri- che venisse fatta giustizia. Il minimo che si poteva fare era riaprire il dibattimento e concedere la perizia psichiatrica".

Amareggiato e deluso insieme ai colleghi Luisa Bordeaux e Nico D'Ascola e' pronto ad annunciare il ricorso in Cassazione. Il riconoscimento dell'unico sopravvissuto, la macchia di una delle vittime trovata nell'auto dei Romano, le confessioni dei coniugi poi ritrattate sono bastate, anche nel processo d'Appello, per decidere il carcere a vita. Le insinuazioni sul ricordo 'indotto' all'unico testimone oculare, cosi' come le confessioni 'estorte' dai carabinieri e nuove testimonianze definite cruciali non hanno convinto i giudici a riaprire il caso, ne' a mettere in dubbio la capacita' di intendere e volere dell'ex netturbino e della moglie quando, per 76 volte infierirono sulle vittime (e' Rosa a sgozzare il bambino), mettendo a segno la strage.

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