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Strage Erba: Olindo e Rosa, la certezza di Castagna e i dubbi di Marzouk/Adnkronos (2)

Cronaca

(Adnkronos) - "Io non sono ne' un giornalista ne' un avvocato e tanto meno un criminologo" scrive Giuseppe Castagna, prima di affrontare gli elementi utili a dimostrare la colpevolezza dei Romano. "Non mi sarei mai accontentato di due capri espiatori per questo motivo e per dovere nei confronti dei nostri cari ho seguito insieme a mio padre e a mio fratello i due interi processi. Ne avrei fatto volentieri a meno, rivivere in piu' occasioni il loro martirio e' stato molto doloroso".

Dolore "che si rinnova ogni volta che, sempre per dovere nei loro confronti, devo assistere a trasmissioni o leggere documenti in cui si cerca di ribaltare la verita'", sottolinea. "Non credo assolutamente -scrive- alla barzelletta delle confessioni estorte e i coniugi Romano non sono affatto i due poveri sprovveduti che la difesa vuol dipingere. Le confessioni sono dettagliate e sovrapponibili e mi bastano pochissimi punti per esserne certo".

Ad esempio "la descrizione della ferita sulla coscia della signora Cherubini fatta da Rosa o le coltellate con una piccola lama che coincide con quanto dice Olindo e di cui si rammarica per la rottura del coltellino ricordo d'infanzia". O come i 'pizzini', le frasi scritte da Olindo su una Bibbia, una conferma alla strage nella corte di via Diaz. "Io credo -aggiunge Castagna- che se c'e' stata un'estorsione, questa e' stata fatta nella coscienza degli imputati da parte del nuovo collegio difensivo". Anche per la ricostruzione della morte della Cherubini, su cui la difesa ha avanzato dubbi, "le prove hanno dimostrato che le confessioni dei Romano aderiscono alla realta' oltre ogni ragionevole dubbio, non sono io a dirlo ma le due sentenze". (segue)

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