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Truffa: legali Dolce e Gabbana, da gup sentenza giusta e doverosa (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Secondo i difensori, "le conclusioni non lasciano spazio a dubbi di sorta: 'L'operazione di cessione dei marchi e' stata un'operazione reale, corrispondente a esigenze legittime e ben individuate'. La costruzione del pubblico ministero va incontro a una serie di obiezioni, tutte insuperabili e ciascuna autonomamente letale per l'accusa'; il ragionamento dell'Agenzia delle entrate e' stato fatto 'con una nonchalance francamente eccessiva'".

Dinoia e Taglioretti affermano di non aver "mai dubitato che l'udienza preliminare potesse chiudersi con esito diverso e la sentenza l'ha ribadito a chiare lettere: con soddisfazione, la difesa ha visto autorevolmente affermati quei principi sui quali aveva fondato le proprie argomentazioni e la cui negazione aveva condotto a un'accusa tanto grave quanto insussistente. Correttamente, quindi, si e' giunti alla conclusione che, in una situazione 'caratterizzata da una infondatezza dell'accusa, si impone il proscioglimento preliminare degli imputati' perche' i fatti non sussistono, essendo palesemente del tutto superfluo qualsiasi vaglio dibattimentale". E concludono: "Insomma, non c'e' nulla e non potra' mai esserci nulla".

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