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'Ndrangheta: la discesa in politica delle cosche, arrestati sindaco e assessori/Il punto (5)

Cronaca

(Adnkronos) - ''Questa e' l'ennesima riprova di quello che diciamo da anni - ha detto all'ADNKRONOS il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri - c'e' un'intima connessione tra 'ndrangheta e certa politica. La 'ndrangheta vota e fa votare. E non e' ne' di destra ne' di sinistra''. Per la prossima tornata elettorale il magistrato auspica ''che gli arresti di oggi facciano riflettere cinque minuti i candidati a stare lontano dalla 'ndrangheta. Anche se non e' escluso -ha aggiunto- che in qualche caso i giochi siano gia' fatti. Non so se ce la faranno a stare lontani dalla 'ndrangheta''.

''Ci chiedono - ha aggiunto Gratteri - perche' abbiamo fatto questi arresti a ridosso delle elezioni amministrative. La richiesta era stata inviata al gip un anno e mezzo fa ma la misura e' stata emessa solo oggi, a riprova delle condizioni di difficolta' dell'ufficio. Comunque che sia avvenuto in questo periodo non guasta", ha aggiunto auspicando che i politici vengano ''scoraggiati'' nel chiedere voti alla 'ndrangheta.

Tornando sulla presenza delle cosche nelle regioni del nord Italia, Gratteri ha ricordato ''per chi ancora e' scettico, che abbiamo documentato la presenza dei Mazzaferro gia' nel 1983 a Varese e Como, dove avevano riproposto la struttura dei locali di 'ndrangheta. Il capo era Giuseppe Mazzaferro''. Negli ultimi anni la cosca Mazzaferro aveva assunto un ruolo minore nello scenario criminale, che invece vedeva in forte ascesa la famiglia Aquino, oggi colpita da numerose operazioni di polizia. ''La famiglia Aquino -ha rilevato ancora Gratteri- e' l'unica famiglia di 'ndrangheta di serie A, un gradino sotto solo ai Commisso di Siderno, a non avere una condanna per associazione mafiosa''. (segue)

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