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Siria, circo italiano bloccato a Tartous: stare qui è pericoloso, fateci tornare a casa

Esteri

Roma, 4 mag. (Adnkronos) - ''Qui non si può più lavorare ed è pericoloso. Lanciamo un appello all'Italia, al ministro Frattini: fateci tornare a casa. Nella nostra carovana ci sono due bambini, i miei nipoti: abbiamo bisogno di aiuto''. Lo dice all'ADNKRONOS Roberto Bellucci, titolare del circo Embell Riva, che bloccato in Siria dopo i disordini di questi giorni, lancia un Sos alla Farnesina per poter tornare a casa. Una situazione che dura ormai da diversi giorni e le oltre 60 persone che fanno parte della famiglia circense dell'Embell Riva riferiscono di essere quotidianamente minacciate.

''Ci hanno detto - spiega - che possiamo rientrare solo in quattro, tra cui due neonati ma abbiamo anche il problema degli animali, che per noi sono la vita. Non possiamo lasciarli qui. Abbiamo fatto un viaggio di 800 chilometri per arrivare a Tartous e ora qui abbiamo trovato un campeggio a nostre spese: Ma la questione è delicata e deve essere risolta subito: c'è bisogno di una nave che ci riporti a Bari''.

Alcuni artisti del circo sono stati minacciati con delle pistole da tre individui a volto coperto, nei pressi di Homs. Il fatto è accaduto di notte, nel corso del trasferimento della carovana verso Tartous, la città portuale della Siria dalla quale salpano le navi della 'Visemar Line' per l'Italia. "E' successo di notte, intorno alle 2 - aggiunge - ci trovavamo a 10 km da Homs quando si sono avvicinati in tre su una moto con le pistole e ci hanno chiesto gridando se fossimo inglesi o americani: abbiamo risposto 'siamo italiani, siamo italiani' e ci hanno lasciato andare. Sono stati momenti bruttissimi''.

''La situazione qui peggiora di giorno in giorno - prosegue il titolare del circo - attendiamo una risposta dalla Farnesina e dall'ambasciata italiana qui in Siria: quando ci daranno il permesso per ripartire?". La carovana del circo Embell Riva conta circa 25 persone tra dipendenti del circo e familiari di Bellucci, 11 persone tutte residenti a Rocca San Giovanni (Chieti), dove i Bellucci sono proprietari dello Zoo Safari, più due bambini di 6 e 8 mesi nati in Siria nel corso della tournée.

Al seguito del circo ci sono attrezzature, camper e animali. "Ora siamo in un campeggio a Tartous - aggiunge - senza molta autonomia finanziaria visto che è da un mese che non possiamo lavorare. Vogliamo solo rientrare in Italia al più presto, prima che qui la situazione precipiti".

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