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Sciopero: Sel Toscana condivide e sostiene ragioni della Cgil

Cronaca

Firenze, 4 mag. - (Adnkronos) - Sinistra Ecologia Liberta' della Toscana sostiene ''con forza'' le ragioni dello sciopero generale indetto dalla Cgil per venerdi' 6 maggio. In una nota, il coordinamento regionale di Sel Toscana afferma: ''L'Italia versa in una gravissima situazione economica e sociale e il Governo non solo assiste al declino del Paese, ma lo rende ancor piu' disuguale, povero, privo di futuro. Per questo e' indispensabile una grande mobilitazione popolare per combattere le disuguaglianze sociali, la precarieta', la crisi economica e produttiva; per difendere il diritto al lavoro ed i diritti nel lavoro, per donne e uomini, cittadini italiani e migranti; per progettare un nuovo modello di sviluppo che valorizzi la giustizia sociale, l'ambiente, i saperi e la ricerca; per riformare il fisco, favorendo la redistribuzione della ricchezza (meno tasse a lavoratori e pensionati, maggior prelievo da rendite finanziarie e grandi patrimoni); per uno stato sociale inclusivo, fonte di ricchezza sociale e fattore di coesione''.

''Queste rivendicazioni si intrecciano con la difesa della democrazia in ogni suo aspetto ed in ogni luogo, dalla Costituzione italiana al diritto di votare le piattaforme nei luoghi di lavoro, al diritto di decidere su acqua e nucleare con i referendum. Sel invita tutte e tutti ad aderire allo sciopero e a partecipare alle manifestazioni che si terranno nelle diverse province toscane e sara' presente in ciascuna di essa come tangibile forma adesione e sostegno alle ragioni della Cgil, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei giovani, dei pensionati che immaginano un Paese migliore'', conclude il comunicato di Sel Toscana.

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Commenti all'articolo

  • saccard

    04 Maggio 2011 - 14:02

    Piccola domanda ai sindacati. I lavoratori e i pensionati non hanno risparmi? Chiedere di tassare il risparmio per fare sgravi fiscali sui redditi è ridicolo: nella migliore delle ipotesi è una presa per i fondelli. Tanto più che i cosiddetti ricchi alla De Benedetti se ne stanno in Svizzera dove non pagano un fico secco. Tanto più che il De benedetti stesso vuole tasse sul risparmio molto più alte di quelle attuali. Lui propone di usare il ricavato per abbassare le tasse alle imprese. Quando aumenti le tasse, poi questo gettito può andare dove gli interessi dei maggiorenti lo richiedono. De Benedetti si è ingrassato con i soldi statali e con i cosiddetti governi della sinistra. Ci tengono tanto i sindacalisti ad immiserire e tartassare i lavoratori? Quanti conti in Svizzera hanno Bonanni, D'alema e la Camusso?

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