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Carceri: medico su caso Trieste, con tecnica 'casereccia' possibili successi/Scheda

Cronaca

Roma, 4 mag. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Se l'inseminazione 'casereccia' tentata nel penitenziario Coroneo di Trieste viene eseguita nel migliore dei modi possibili, "le percentuali di successo", dunque le possibilita' per le detenute di restare incinta, "possono aggirarsi attorno al 30-40%", avvicinandosi "ai numeri di un rapporto sessuale normale". A spiegarlo all'Adnkronos Salute e' Claudio Giorlandino, ginecologo e presidente della Societa' italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale (Sidip).

I fattori da prendere in considerazione, quando lo scambio del liquido seminale avviene dalle finestre del carcere, "sono molteplici". Ma se tutto viene fatto nel migliore dei modi possibili "si possono raggiungere i migliori risultati". E cosi' restare incinta, per lasciarsi alle spalle le sbarre del Coroneo usufruendo delle misure alternative alla detenzione riservate alle donne in attesa di un bambino.

E' importante tuttavia tenere in debita considerazione "l'eta' del donatore del liquido seminale, la conservazione del seme e il tempo che trascorre dal momento dell'estrazione a quella dell'impianto". Senza dimenticare il versante femminile, dunque "l'eta' della detenuta, i giorni in cui si tenta di restare incinta e la modalita' con cui il seme viene inserito". (segue)

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