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'Ndrangheta: candidato Pdl Milano dice di vittima 'speriamo che muoia come un cane'

Cronaca

Milano, 4 mag. - (Adnkronos) - ''Speriamo che muoia come un cane''. Cosi' si esprimeva il candidato del Pdl alle prossime elezioni comunali milanesi, Marco Clemente, secondo quanto risulta da un'intercettazione depositata agli atti di un'inchiesta condotta dalla Dda di Milano sulla 'ndrangheta. Clemente, stando a quanto si apprende, si sarebbe riferito, al titolare di un locale notturno milanese 'vittima', stando alle indagini, delle estorsioni della cosca di Pepe' Flachi. Clemente, che in quella telefonata parlava con un boss poi arrestato, non risulta comunque indagato.

L'intercettazione risale al 17 febbraio del 2008. Clemente viene 'captato' con una 'ambientale' al Babylon di Milano, verso le tre di notte, mentre parla con Giuseppe Amato, arrestato per associazione mafiosa, e ritenuto il 'luogotenente' del boss Flachi per la riscossione del 'pizzo' nei locali di Milano. La conversazione emerge dall'ordinanza firmata dal gip di Milano Giuseppe Gennari che lo scorso marzo ha portato a 35 arresti, su richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dei pm Alessandra Dolci, Paolo Storari e Galileo Proietto. Nella trascrizione integrale della conversazione, depositata agli atti del procedimento, si legge che Amato, che voleva ''sistematicamente - scrive il gip - denaro dagli organizzatori delle serate a tema e degli after hour'', fa riferimento ad altri due gestori di un locale, che non stanno pagando.

''Due settimane e non fanno piu' after, la prossima volta che si permettono.. che fanno gli spacco tutto; e non fanno piu' after''. E poi aggiunge: ''Bartolo, va bene...'', riferendosi, secondo gli inquirenti, a Bartolo Quattrocchi della discoteca Pulp, pesantemente minacciato dal clan. ''Speriamo che muoia come un cane'', commenta in finale Clemente.

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