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Papa: lettera Patriarca di Venezia ai fedeli, sappiate cogliere dono visita Benedetto XVI (3)

Cronaca

(Adnkronos) - "Infatti, per ogni uomo ed ogni donna e' naturale comunicare ogni giorno spontaneamente, in tutti gli ambienti che frequenta, cio' a cui uno tiene zioni o incoerenze, ne' tantomeno significa che i cristiani siano migliori di coloro che pensano o dicono di non credere - continua il Patriarca di Venezia - Vuol dire unicamente che per grazia di Dio abbiamo ricevuto questa possibilita' che vogliamo condividere con tutti. Infatti, per ogni uomo ed ogni donna e' naturale comunicare ogni giorno spontaneamente, in tutti gli ambienti che frequenta, cio' a cui uno tiene piu' di ogni altra cosa".

"'Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date' (Mt 10, 8) scrive l'Apostolo - aggiunge - Questo dinamismo e' inscritto nel Dna del cristiano. Appartenere al Signore nella sua Chiesa genera un'inarrestabile passione per l'umano, anzitutto per quello che riscopriamo in noi, che si traduce nella ricerca di un'apertura al confronto con tutti".

"La venuta del Santo Padre ad Aquileia e a Venezia e' destinata a tutti gli abitanti di queste nostre terre che, ne sono certo, sapranno trarne profitto come avvenne per la visita di Paolo VI (1972) e di Giovanni Paolo II (1985) - prosegue - Come non ricordare in proposito il singolare legame tra Pietro e Marco che cosi' profondamente ha segnato la nostra straordinaria storia? E come tacere, per limitarci ai tempi recenti, l'approfondirsi del solido legame delle nostre genti con il Papa grazie a San Pio X, al Beato Giovanni XXIII, al Servo di Dio Giovanni Paolo I, patriarchi divenuti papi, ma soprattutto santi, cioe' uomini riusciti?". (segue)

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