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Berlusconi, testimone a Tremonti: "Se mi ritiro sarà lui il premier"

Politica

Roma, 4 mag. (Adnkronos) - Berlusconi si ricandiderà quale capo del governo anche alle prossime elezioni politiche, previste tra due anni? "Lo vedremo alla fine di questa legislatura -risponde il Cavaliere nel corso dell'intervista a ' Porta a Porta'- se sarà necessario per il centrodesta mettermi ancora quale candidato alla guida del governo, io non mi tirerò indietro. Ma se, invece, verranno fuori altre personalità e ne abbiamo diverse, 'in primis' Tremonti, che possono suscitare consenso elettorale, secondo i sondaggi di cui disporremo, io sarei felice di restare ancora in politica ma ad occuparmi del Pdl lasciando ad altri la conduzione del governo".

Il presidente del Consiglio Silvio Brlusconi osserva a tal proposito che "uil ruolo del capo del governo e' molto gravoso" e fa una confessione:"Avendo parlato con Aznar con Gonzalez e con Blair e avendo fatto a loro identica domanda se quale fosse stato il giorno piu' bello da ricordare di tutta la loro attivita' di governo, tutti e tre non hanno esistato a rispondere che il giorno piu' bello e' stato quello dell'addio al governo... Perche' _spiega- finalmente ci si liberava di una responabilita' che e' veramente molto pesante".

Riguardo poi la prossima tornata elettorale, il presidente del Consiglio è certo: "Saranno certamente un test politico. Sono anche convinto che dopo aver vinto le elezioni politiche, quelle europee, le regionali e le comunali, il centrodestra vincerà anche queste elezioni amministrative".

Prevede Berlusconi: "Avremo così non soltanto la possibilità di portare il buon governo in città dove oggi non c'è, come a Napoli; ma avremo anche la conferma della solidità della nostra maggioranza e un sostegno alla nostra azione di governo, che andrà avanti per altri due anni, per l'intera legislatura, con importanti cose da fare".

Poi l'accusa: "Non solo sono accesi i toni della campagna elettorale per le amministrative, ma è accesa tutta la vita politica italiana: c'è un clima da guerra civile, certamente non per colpa nostra". Osserva Berlusconi: "Le sinistre annoverano tra i loro sostenitori i centri sociali, in cui si annidano molti facinorosi e di questo si deve prendere atto. Dobbiamo anche farlo notare agli elettori, che magari non sono ancora decisi, affinché possano distinguere".

Non manca nuovamente l'accusa contro quella "campagna eversiva da parte della procura di Milano" della quale "gli italiani dovrebbero tenerne conto". "Come per i processi precedenti, si tratta di accuse assolutamente infondate, ridicole e paradossali. Gli italiani, al riguardo, dovrebbero fare una riflessione -suggerisce il Cavaliere- già per 24 volte i pm di Milano mi hanno portato simili accuse; e per 24 volte i loro colleghi magistrati hanno giudicato se queste accuse fossero infondate. Bastava che una sola di queste 24 accuse avesse colpito nel segno e Silvio Berlusconi sarebbe stato fatto fuori dalla vita politica, con una chiara eversione rispetto alla volontà degli elettori".

E proprio sulla riforma della giustizia, Berlusconi evidenzia: "Non sarà facile farla approvare in Parlamento. Le opposizioni faranno di tutto e di più, faranno ostruzionismo". La speranza del capo del governo è che "entro la fine della legislatura - ma il premier curiosamente con un lapsus dice 'la fine della magistratura' - anzi con un certo anticipo rispetto alla sua fine, si potrà avere l'approvazione della riforma, che è indispensabile e che, essendo una riforma costituzionale, richiederà due letture e due voti in entrambe le Camere del Parlamento".

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