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Firenze: morto Dante Belardinelli, rapito da banda sardi nel 1989

Cronaca

Firenze, 5 mag. - (Adnkronos) - E' morto, a 87 anni, l'imprenditore del caffe', Dante Belardinelli, protagonista di uno dei piu' celebri casi di rapimento a opera di una barda di sardi. Belardinelli, fondatore della Jolly Caffe', venne rapito il 30 maggio 1989 davanti alla sua abitazione di Settignano. L'imprenditore, come scrive oggi il quotidiano 'La Nazione', era malato da tempo. La moglie Mimma si vide recapitare, durante la prigionia, un macabro e malvagio avvertimento: pezzetti delle orecchie del marito. Vertiginose le richieste di riscatto. Gli inquirenti non abbandonarono mai la linea dell'intransigenza.

Il 29 luglio del 1989, nel tratto Fiano-San Cesareo dell'A1, avvenne una storica sparatoria fra la polizia e la banda dei rapitori. Furono sparati cento colpi in pochi secondi. Tre uomini dei Nocs restarono gravemente feriti, ma risposero al fuoco uccidendo Bernardino Olzai e Giovanni Floris. Croce Simonetta, uno dei capi, venne ferito e mori' due mesi dopo. Tra i banditi sopravvisse solo Diego Olzai. Un giudice si assunse la responsabilita' dell'operazione: Pier Luigi Vigna. ''Basta col pagamento dei riscatti - disse quando i cronisti gli chiesero il perche' di quella sparatoria -. E' ora di finirla, non bisogna permettere a questi signori di reinvestire risorse per alimentare altri crimini''.

Il 3 agosto, con la barba lunga, l'uomo venne liberato: era tenuto prigioniero in un casolare di Manciano (Grosseto). Per il rapimento di Belardinelli vennero condannati Pietrino Mongile, Costantino Pintore e Diego Olzai. ''Quale fu il momento peggiore del mio rapimento? Quando - disse una volta Belardinelli - chi mi aveva sequestrato lesse che ero 'il re del caffe': quel titolo sul giornale fece salire il prezzo del riscatto e le mie tribolazioni''.

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