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Moda: Milano, in Cattolica storie di marchi alternativi che diventano cult

Economia

Milano, 4 mag. - (Adnkronos) - Da 'Sartoria San Vittore' a 'Made in carecere' passando per 'Fumne', 'UrOburo' e 'Cangiari'. Sono sempre piu' diffusi sul territorio italiano marchi e produzioni di moda 'fuori dal comune', cosi' definiti sia per la tipologia dei vestiti e degli accessori realizzati, sia per la manodopera impiegata, perlopiu' composta da detenuti, malati psichiatrici e lavoratori sottoposti al potere della mafia. A tracciare una fotografia delle esperienze nazionali piu' significative, ormai casi imprenditoriali di successo, sara' il convegno 'Mode eccentriche. Produzioni sostenibili fuori dal comune', che si terra' venerdi' dalle 9.30 alle 13.30 nell'Aula Pio XI dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore.

Obiettivo della giornata di studio, promossa dal Centro per lo studio della Moda e della Produzione Culturale (Modacult), diretto da Laura Bovone, docente di Sociologia della comunicazione, in collaborazione con il master in Comunicazione per le industrie culturali, e' riflettere sulla moda come occasione di produzione e consumi responsabili, come spazio in cui e' possibile trovare un accordo fra etica ed estetica, fra creativita' ed inclusione sociale, fra liberta' e qualita' della vita.

Nel corso dell'incontro saranno presentati i dati di un'indagine qualitativa condotta da Carla Lunghi, ricercatrice di Modacult, e raccolta nel volume 'Creative evasioni. Manifatture di moda in carcere'. (segue)

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