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Toscana: per la caccia allo storno si chiede la riapertura

Cronaca

Firenze, 5 mag. - (Adnkronos) - In cinque anni, dal 2005 al 2009, in Toscana sono stati accertati e liquidati circa 10 milioni di euro quale risarcimento agli agricoltori per i danni ai raccolti prodotti dalla fauna selvatica. I danni maggiori, oltre 6 milioni di euro, sono quelli causati dai cinghiali, seguono gli altri ungulati (cervi, caprioli, daini) e in terza posizione l'avifauna, cioe' gli uccelli. Rispettivamente i danni risarciti agli agricoltori nello stesso periodo di tempo sono di circa 2 milioni e 1 milione di euro.

Fra gli uccelli gli storni sono fra i maggiori imputati con oltre la meta' dei risarcimenti pagati per danni a loro riconducibili. Nell'ultimo anno le azioni di prevenzione e contenimento messe in atto sul territorio hanno consentito di limitare i danni riconducibili ai cinghiali e alle altre specie di selvaggina, ma il trend che riguarda lo storno e' invece crescente. Lo ha detto l'assessore regionale all'agricoltura e alla caccia, Gianni Salvadori, che oggi ha preso parte ad una conferenza stampa con il presidente nazionale di Federcaccia, Gian Luca Dall'Olio, e il vicepresidente regionale Claudio Tani.

''La Toscana - ha affermato l'assessore Salvadori - ha pagato nel 2010 per i danni da storni circa 170 mila euro, il 300 per cento in piu' rispetto al 2009. E il 2010 e' stato l'unico anno nel quale non e' stata concessa la caccia in deroga a questa specie, che ormai in Toscana conta decine di milioni di esemplari e non puo' certo essere considerata in via di estinzione''. (segue)

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