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'Let Them Talk', Dr. House si dà al blues e celebra la musica di New Orleans

Spettacolo

Roma, 5 mag. (Adnkronos) - Dal cinico ma irrisistile 'Dr House' che risolve casi impossibili nel Princeton-Plainsboro Teaching Hospital al blues di New Orleans, che adora. Hugh Laurie, attore inglese tra i piu' pagati della tv Usa, pubblica il 10 maggio il suo primo album, 'Let Them Talk', dopo aver firmato un contratto con la Warner Bros Records l'anno scorso.

''La cosa peggiore -dice senza rinunciare all'ironia e' che ho infranto una delle regole base di chi fa questo mestiere: gli attori devono recitare e i musicisti suonare. E' cosi' che funziona ?quindi perche' ascoltare la musica di un attore? La risposta e' che non c'e' risposta. Se ti preoccupa la provenienza e la genealogia, allora dovresti cercare altrove, non ho niente per te'', sottolinea con il suo inconfondibile stile provocatorio.

'Let Them Talk' e' stato prodotto da Joe Henry e registrato tra Los Angeles e New Orleans. L'album e' una celebrazione del blues di New Orleans, un genere da sempre molto vicino all'anima musicale di Hugh Laurie, studente di pianoforte sin da bambino: "Lasciate che quest'album -aggiunge- vi mostri quello che sono: un bianco della classe media inglese che sconfina apertamente nella musica e nei miti del sud americano''.

Hugh Laurie, che ha basato l'intero album su pianoforte e voce, e' stato raggiunto in studio dalla ''regina di New Orleans'' in persona: Irma Thomas. Insieme a lei, sono arrivati a dar manforte anche Alain Toussaint, supremo pianista blues, Sir Tom Jones e la sua leggendaria voce e l'idolo di Hugh da sempre, Dr.John, che ha messo il suo tocco speciale in ''After you've gone''.

Spiritualmente ispirato da album dello stesso genere, come ad esempio ''Buena Vista Social Club'' di Ry Cooder e la colonna sonora di ''Fratello, dove sei?'' di T-Bone Burnett, 'Let Them Talk' di Hugh Laurie mette insieme una straordinaria selezione di canzoni appartenenti al patrimonio culturale americano, celebri musicisti e vere leggende del canto per sostenere questo repertorio troppo spesso trascurato.

"Non ho mai potuto sopportare -dice l'attore e musicista britannico- di vedere questa musica confinata in una vetrinetta con la dicitura: 'Cultura: da maneggiare solo se vecchi e di colore'. Amo questa musica, nel modo piu' autentico che posso, e spero che anche voi l'amiate", conclude.

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