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Moda: Milano, in Cattolica storie di marchi alternativi che diventano cult (2)

Economia

(Adnkronos) - Da Torino a Siracusa le carceri italiane sono un motore attivo di esperienze lavorative, importanti sia per il reinserimento futuro del detenuto, sia per l'alta qualita' di servizi e prodotti offerti ai cittadini. Secondo i dati del ministero della Giustizia, aggiornati a dicembre 2010, nelle carceri italiane lavorano 14.174 detenuti, pari al 20% dei detenuti presenti. Falegnameria, legatoria, pelletteria, abbigliamento e accessori, serigrafia, cosmetica, alimentare: sono solo alcuni dei settori lavorativi in cui operano i detenuti. A partire dalla presentazione di alcune esperienze di lavoro in carcere, e non solo, l'incontro 'Mode eccentriche. Produzioni sostenibili fuori dal comune' presentera' un excursus di produzioni etiche e alternative nel campo della moda.

In particolare, saranno analizzate le iniziative imprenditoriali di tre cooperative carcerarie, tra cui Alice e Ecolab di San Vittore a Milano e Officina creativa di Lecce, quelle dell'Associazione culturale Lacasadipinocchio della Casa Circondariale di Torino, della Cooperativa Citta' e salute di Milano che lavora con malati psichiatrici, realizzando gioielli (UrOBuro di Milano) e, infine, del brand Cangiari nato per volonta' del consorzio sociale Goel, che lavora con i beni confiscati alla malavita organizzata.

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