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Carceri: rapporto, misure alternative strumento efficace per ridurre recidivita'

Cronaca

Firenze, 5 mag. - (Adnkronos) - Il detenuto a cui viene concessa una misura alternativa al carcere ha una recidivita' minore rispetto a chi sconta la propria pena all'interno di una cella. E' il risultato emerso da una ricerca del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria illustrata oggi a Firenze nel corso del convegno dal titolo ''Il carcere nella citta'. La citta' nel carcere'', promosso dalla Regione Toscana e dalla Fondazione Giovanni Michelucci.

Un altro dato emerge con forza: aumenta la popolazione detenuta in carcere. Al 31 marzo 2011 in Italia i detenuti sono 67 mila 600, in Toscana 4.407. A questo aumento corrisponde una ripresa, seppur lenta, delle concessioni di misure alternative. Lo strumento delle misure alternative e' piu' efficace, al fine del recupero delle persone, rispetto all'esecuzione della pena in carcere: nel primo caso la recidiva, trascorsi sette anni dalla conclusione delle misure (dall'inizio del 1999 alla fine del 2005), si colloca intorno al 19%, mentre raggiunge il 68,4%, sempre nello stesso arco di tempo, quando la stessa venga eseguita in carcere.

La Fondazione Michelucci ha fatto un confronto fra la situazione delle misure alternative in corso prima del condono e quelle dopo il condono. Nel 2004 i condannati in carcere erano 35.033, le misure alternative 22.675. Nel 2010 i condannati in carcere sono aumentati di 2.400 unita', passando a 37.432 e le misure alternative sono diminuite di circa 7.000 unita', passando a 15.824. (segue)

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