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Governo, via libera al rimpasto Premier: ci saranno altre nomine

Politica

Roma, 5 mag. (Adnkronos/Ign) - Sono nove i nuovi sottosegretari nominati nel corso del Consiglio dei ministri a palazzo Chigi su proposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Provengono perlopiù dalle file dei 'Responsabili' e a fare la parte del leone sono gli ex Pdl transitati da Fli. L'azzurro Roberto Rosso, tra i fondatori di Forza Italia ed ex Fli 'pentito', va all'Agricoltura, l'ex finiano Luca Bellotti al Welfare e l'ex deputata di Futuro e libertà Catia Polidori allo Sviluppo economico.

Anche Daniela Melchiorre dei Liberal democratici viene 'promossa' al ministero guidato da Paolo Romani, mentre il deputato Ir Bruno Cesario e il senatore Antonio Gentile vanno all'Economia. L'ex Mpa Aurelio Misiti ottiene un sottosegretariato alle Infrastrutture, mentre il senatore (ex Pd) Riccardo Villari si trasferisce ai Beni Culturali e Giampiero Catone va all'Ambiente.

A questa tranche di nomine si aggiunge Massimo Calearo, l'industriale vicentino eletto alla Camera nel Pd passato alla maggioranza dopo essere stato nell'Api di Francesco Rutelli. Il deputato è stato nominato consigliere personale del presidente del Consiglio per il Commercio estero. Il nuovo incarico, riferiscono, viene incontro alle richieste di Calearo che in questo modo potrà mantenere la presidenza della Calearo Group, la sua azienda di Isola Vicentina.

Berlusconi ha difeso le scelte nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. ''So che ci saranno tante ironie sulla nomina dei nuovi sottosegretari, ma non mi sembra siano fondate - ha rimarcato - perché questi sottosegretari fanno parte di quella terza gamba che si è formata in sostituzione del Fli che si è portato al centro e praticamente all'opposizione di questo governo, liberando posti che ci è parso assolutamente logico assegnare''. Questo, assicura, ''consente al governo di operare in Parlamento con una maggioranza coesa e sicura e che ci permetterà di realizzare quelle riforme'' che non sono state possibili a causa dell'opposizione di Gianfranco Fini.

E non è finita. ''Stiamo facendo i conti, non possiamo non incrementare il numero dei componenti del governo. Stiamo pensando a un ddl apposito'' per allargare la squadra, ha annunciato il Cavaliere. Quando gli chiedevano se l'allargamento della squadra di governo fosse finito con le nomine di oggi, Berlusconi ha infatti replicato: ''No, non è finito. Intendiamo aumentare il numero delle componenti della squadra di governo attraverso un disegno di legge'' per ''consentire a ministri e sottosegretari di essere sempre presenti'' in Aula. ''Pensiamo a una decina di nuovi sottosegretari. In questo modo tanti parlamentari potranno trovare soddisfazione'' alle loro legittime aspirazioni.

Contro le nuove nomine e i nuovi annunci per il futuro insorge l'opposizione. ''Aumenta la disoccupazione, in particolare giovanile e delle donne. Cresce la precarietà. E qual è la risposta del governo ai problemi del paese e ai drammi di tante famiglie? L'aumento del numero dei sottosegretari" afferma Maurizio Migliavacca, coordinatore del Pd. ''Sono le prime misure concrete del governo Berlusconi contro il dramma della disoccupazione. Saranno contenti quei 19'' ironizza anche Massimo D'Alema .

''Con le nomine di oggi si compie la 'grande abbuffata' di una maggioranza onnivora e litigiosa. Un triste spettacolo per la politica e per il Paese'' dichiara il presidente dell'assemblea del Pd, Rosy Bindi. "L'antico omonimo del neo sottosegretario Catone non avrebbe dubbi: uno spettacolo penoso che lo farebbe rivoltare nella tomba'' attacca Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, che punta il dito contro ''una logica spartitoria veramente inaccettabile, un'infornata di posti di (sotto)governo con cui è stato premiato il peggior trasformismo elevato a sistema''.

Concetto ripreso anche da Pancho Pardi, senatore dell'Italia dei Valori: ''I nove sottosegretari, nominati oggi da Berlusconi, potevano essere assegnati tutti a un nuovo ministero, quello del Trasformismo!".

E non risparmia dure critiche alle nuove nomine Futuro e libertà. "Si perfeziona così una delle pagine più vergognose della storia della Repubblica - dice Fabio Granata (Fli) - I 'disponibili' sono accontentati, il prezzo è stato pagato, la Patria è salva!".

''Finalmente la liquidazione sta per arrivare per i dieci/undici voltagabbana della politica italiana - commenta un altro finiano, Aldo Di Biagio - Hanno tanto atteso, si sono accapigliati, hanno minacciato il povero premier ma alla fine ecco arrivare i 30 denari''.

Mentre secondo Pier Ferdinando Casini "il governo Berlusconi è sempre più copia del governo Prodi: fa un'infornata di sottosegretari solo per stare in piedi in Parlamento. Questo dimostra che il bipolarismo è fallito e che bisogna cambiare pagina".

Ma critiche arrivano anche da Mario Baccini e Giuseppe Galati, dei Cristiano popolari: ''Prendiamo atto che gli impegni assunti dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non sono stati mantenuti".

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