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Carceri: rapporto, misure alternative strumento efficace per ridurre recidivita' (2)

Cronaca

(Adnkronos) - In percentuale, il rapporto fra condannati in carcere e in misura alternativa che nel 2004 era di 60,7% a 39,3%, nel 2010 si e' modificato in 70,3% a 29,7%.

''A questo - ha commentato il presidente della Fondazione, Alessandro Margara - si e' giunti indubbiamente a seguito delle modifiche legislative intervenute fra la fine del 2005 e l'inizio del 2006 (legge 5/12/2005 ex-Cirielli e legge 21/2/2006 Fini-Giovanardi, aggiunte ai precedenti e successivi aggravamenti della legge sull'immigrazione), che hanno inciso sul peggioramento della situazione, ponendo limiti di ammissibilita' a misure alternative per i recidivi, che sono i clienti abituali del carc ere, e conseguentemente dei benefici previsti per i condannati. Ma e' abbastanza evidente, e lo era anche prima del condono, che c'e' un sensibile irrigidimento nella concessione dei benefici penitenziari ai condannati da una parte significativa della Magistratura di sorveglianza''.

Secondo i dati forniti dal Tribunale di sorveglianza di Firenze relativamente alle durate degli affidamenti in prova ai servizi sociali nel biennio 2009-2010, a fronte dei 484 casi osservati, e' interessante notare l'elevato numero di periodi brevi di misura: la percentuale degli affidamenti brevi fino a 6 mesi e' doppia rispetto a quella degli affidamenti lunghi, oltre i due anni, in termini assoluti 116 a 57. (segue)

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