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Cassazione: stop alle foto cruente, non rientrano nel diritto di cronaca

Cronaca

Roma, 5 mag. - (Adnkronos) - Stop alle foto cruente. Anche se possono essere suggeriti da una esigenza di cronaca e dalla necessita' di comunicare la cruda realta' dei fatti, devono essere banditi gli scatti che riproducono sequenze drammatiche, come le immagini di un corpo martoriato. L'altola' arriva dalla Cassazione, che nel sottolineare come questo genere di scatti vada ricompreso nel 'trattamento illecito di dati personali' e dunque sia passibile di condanna penale, ricorda che il danno morale arrecato si ripercuote anche su terzi e non soltanto sulla persona immortalata.

La Terza sezione penale ha posto un limite al diritto di cronaca tramite gli scatti cruenti, occupandosi di un fatto di sangue avvenuto a Lula il 25 novembre del 2003. La giovane figlia di un noto pregiudicato locale, ricostruisce la sentenza 17215, venne ferita mortalmente al capo da un colpo di arma da fuoco. Il trasporto in barella della giovane con particolari cruenti venne immortalato dagli scatti del fotografo Massimo Locci e pubblicati su un quotidiano sardo con un corsivo in cui si parlava di foto pubblicata per la 'muta crudezza e drammatica verita''. Gli scatti sono costati al fotografo Locci una condanna a due mesi e venti giorni di reclusione con i doppi benefici di legge, nonche' una condanna al risarcimento dei danni in favore dei familiari della giovane vittima, per trattamento illecito dei dati personali. (segue)

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