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Lazio: asili nido come imprese, e' polemica su proposta di legge regionale

Cronaca

Roma, 5 mag. - (Adnkronos/Ign) - Asili nido come imprese? Sembra questo l'obiettivo del consigliere Maurizio Perazzolo (Lp), presidente della Commissione Lavoro, pari opportunita', politiche giovanili e politiche sociali della Regione Lazio, che - per riorganizzare il settore - ha presentato una proposta di legge in cui gli ''interventi normativi mirano a predisporre misure in grado di creare impresa'''. ''D'altra parte faccio l'imprenditore - premette Perazzolo con Ign, sito internet del Gruppo Adnkronos - e l'asilo nido e' un'impresa. Io stesso ne ho uno, autorizzato ed accreditato, il che e' un vanto''.

''Innanzitutto con questa legge abroghiamo le attuali due di riferimento (la 5 del 1973 e la 59 del 1980) e a mio parere semplifichiamo le cose - prosegue il consigliere - perche' piu' leggi ci sono e piu' confusione si fa. Inoltre queste misure tengono conto delle diverse esigenze, tra cui quelle del genitore unico''. Tra le novita' contenute nella legge quadro c'e' la ''riclassificazione delle categorie dei bambini con l'introduzione della fascia dei 'piccoli''' (compresa tra i 12 e i 24 mesi), un Piano regolatore Asili nido ''per incentivare se necessario l'apertura di nuove strutture'', afferma Perazzolo e un Albo dei Gestori quale strumento di garanzia dei servizi offerti.

Ma nella proposta di legge e' previsto anche il ''ricalcolo del rapporto mq/bambini'' e un incremento del numero dei bambini per educatore: per i grandi (24-36 mesi, i cosiddetti divezzi) si passa infatti da 6 bambini per educatore a 10. Mentre la superficie coperta netta per ogni 'piccolo ospite' passa dai 10 metri quadri a 7 ''distribuiti fra i vari ambienti''. Quanto alla superficie esterna, da 25 metri quadri si passerebbe ad ''almeno 10''. ''Non mi sono inventato nulla - afferma Perazzolo - mi sono rifatto a regioni come l'Emilia Romagna che sono molto piu' avanti di noi''. Ed e' proprio questa riprogettazione degli spazi e del rapporto educatore-bambini in particolare a preoccupare opposizione e sindacati, che si stanno muovendo per ''costruire una proposta alternativa'' afferma Fabio Nobile, vice presidente della Commissione Scuola della Regione Lazio. (segue)

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