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Marta Russo: 'La Sapienza' non dovra' risarcire i genitori

Cronaca

Roma, 5 mag. (Adnkronos) - L'universita' La Sapienza di Roma non ha alcuna responsabilita' di mancata vigilanza per il delitto di Marta Russo, la studentessa di giurisprudenza assassinata all'eta' di 22 anni nei giardini della facolta' della capitale. Lo ha stabilito la 13esima sezione civile del Tribunale di Roma che ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla difesa della famiglia di Marta Russo. Il Tribunale, pero', ha stabilito che Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, condannati definitivamente per l'omicidio della studentessa nel dicembre 2003, dovranno risarcire l'intera famiglia con una somma di 1 mln e 100 mila euro.

Delusione da parte di Andrea Barenghi che ha difeso la famiglia della studentessa assassinata nel procedimento civile. "I giudici sono stati molto restrittivi -afferma all'ADNKRONOS il legale- perche' hanno sostenuto che non si puo' chiedere ad una universita' di sorvegliare ogni singolo angolo e che e' economicamente impensabile". Secondo il prof. Barenghi c'erano motivi legittimi per ottenere una condanna de La Sapienza. "Erano emersi fatti -spiega ancora- che avevano segnalato come all'universita' si fosse sparato altre volte. Insomma non era la situazione del pazzo occasionale che sparava".

Una decisione che lascia amarezza, dunque nella famiglia della studentessa uccisa quasi alla vigilia dell'omicidio. Il 9 maggio 1997, infatti, un proiettile di pistola calibro 22 colpiva alla testa Marta che si trovava nel vialetto fra gli edifici di Scienze statistiche e Scienze politiche della facolta' romana. La morte arrivo' il 13 maggio dopo giorni di agonia ma per il Tribunale l'universita' non ha alcuna responsabilita'.

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