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Governo: Villari, non sono passato all'incasso, nessuno mi ha comprato

Politica

Roma, 6 mag. (Adnkronos) - Nessuno mi doveva comprare e nessuno mi ha comprato. Riccardo Villari, nato politicamente nell'Udeur con Clemente Mastella, passato alla Margherita e infine eletto senatore con il Pd da cui, dopo l'espulsione e' approdato al Mpa di Raffaele Lombardo, esclude in un'intervista al "Corriere della Sera" di aver avuto l'incario di sottosegretario ai Beni Culturali per una logica mercantile della politica. "All'incasso? Io?' No, guardi: lei -risponde al giornalista del 'corriere' sta intervistando il sottosegretario sbagliato".

"Per il semplice motivo che il governo, dal sottoscritto, non ha tratto, tecnicamente, alcun vantaggio. A Palazzo Madama, i numeri del premier sono sempre stati perfetti, per governare. E quindi... Con me non c'era alcun mercato da fare. A me, nessuno mi si doveva comprare. Sarebbero arrivati alla fine della legislatura anche senza il sottoscritto". Dal Pd al Pdl c'e' un bel salto... "Io -replica Villari- non solo fui tra i fondatori del Pd ma fui tra quelli che manifestarono forse maggior entusiasmo per l'idea di quel nuovo partito che fondeva il solidarismo cattolico e il riformismo che arrivava da sinistra... poi, pero', cos'e' successo?".

"Sono cambiati tre segretari -ricorda il neo sottosegretario- nell'ordine Veltroni, Franceschini e Bersani; uno dei fondatori, Rutelli, se ne e' andato, e dietro di lui se ne sono andati altri trenta parlamentari, e tanti ancora, come si sa, sono li', minacciosi, con le valigie pronte, non appena si affronta un tema etico che non sia di loro gradimento... E' vero -continua Villari- il Pd mi ha espulso, ma sono io, ora, che me ne andrei, prendendo atto del fallimento di un partito che, di fatto, non esiste piu'".

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