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Libia, Frattini: ''Azioni militari potrebbero cessare in tre o quattro settimane''

Politica

Palermo, 6 mag. (Adnkronos/Ign) - Il problema della guerra in Libia "non è la scadenza ma è come lavorare perché cessino le azioni di protezione militare il più presto possibile. Ci sono ipotesi ottimistiche di pochi giorni e ipotesi più realistiche di tre o quattro settimane". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine delle Giornate di studio del Ppe in corso a Palermo. "Certamente è necessario intensificare la pressione per potere far partire l'iniziativa politica - ha aggiunto - questo è l'esito della riunione di ieri che è stata molto importante".

Per quanto riguarda i flussi di immigrati diretti in Italia, ''dobbiamo fare un po' di autocritica. Abbiamo usato i Paesi della sponda sud del Mediterraneo come un muro per impedire la contaminazione terroristica dell'Europa e arginare l'immigrazione. Abbiamo visto questi Paesi come i gendarmi dell'Europa" ha detto il ministro degli Esteri. Ma, ha proseguito, ''non è più possibile disinteressarci a quanto accade a pochi chilometri dalla Sicilia. Noi abbiamo spesso chiuso gli occhi a spese della democrazia e libertà che milioni di persone non avevano in quei Paesi".

"L'Europa deve recuperare il tempo perso e accompagnare i popoli della sponda sud del Mediterraneo verso la stabilità, le regole democratiche e i diritti, che non possono essere esportati ed imposti" ha detto il titolare della Farnesina. "L'Europa - ha aggiunto - ha il dovere di sostenere la rivoluzione araba, che non è stata concepita contro l'occidente. I giovani di quei Paesi chiedono libertà e democrazia per loro e non contro altri".

Sul versante terrorismo, inoltre, "non dobbiamo fare mai allarmismi. La prevenzione italiana, i nostri servizi di intelligence e le forze di polizia hanno sempre portato a risultati molto importanti. Certamente non fare allarmismi non vuol dire essere imprudenti" ha detto il ministro, concludendo: "Per questo è stata giusta, da parte del ministro Maroni, la decisione di alzare il livello di allerta".

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