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Cinema: la prima volta della Mongolia al Far East di Udine

Spettacolo

Udine, 6 mag. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Se questa XIII edizione del Far East Film Festival di Udine ha spaziato, come da tradizione, dai grattacieli di Tokyo o di Hong Kong alle foreste della Malesia, invitando lo spettatore a viaggiare nell'Asia cinematografica meno frequentata, un motivo ulteriore di interesse, quest'anno, e' rappresentato dalla presenza della prima internazionale del primo film mongolo nella storia della kermesse friulana.

''Operation Tatar'', di Baatar Bat-Ulzii, e' una piu' che riuscita black comedy che, come e' stato detto dall'autore durante la presentazione al pubblico, ''non mostra una Mongolia fatta di praterie, cavalli selvaggi e yurte, ma di uomini che cercano la propria strada tra le periferie di Ulan Bator e non di cavalieri intrepidi alla conquista del mondo''. Dunque, un film lontanissimo dai cliche' che ci si attenderebbe e che hanno segnato non poca cinematografia recente sul Paese di Gengis Khan.

Una commedia nera poliziesca ambientata tutta in citta' e particolarmente brillante. Una storia nella quale Taivanaa e' un normale impiegato di banca della capitale; quando viene licenziato,la sua vita prende una direzione amara, non riuscendo a comunicare il triste evento alla moglie e alla figlia malata di cancro. Per salvare la piccola dal tumore, ci vogliono cure lunghe e costose. Decide allora di contattare un amico d'infanzia e insieme di cercare dei complici per rapinare la banca dove Taivanaa lavorava. ''Operation Tatar'' e' un film fresco e autoironico, che riesce a trasmettere un deciso senso di liberta' e dove la creativita' sopperisce ai limiti finanziari, come accadeva nel cinema thailandese o coreano fino ad una decina di anni fa.

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