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Spiagge, Ue: "Sorpresi dal decreto italiano"

Economia

Bruxelles, 6 mag. (Adnkronos/Ign) - "Se le notizie riportate sulla stampa si rivelassero corrette, saremmo molto sorpresi". Così una portavoce della Commissione europea ha commentato il decreto approvato ieri sulla concessione delle spiagge ai privati per 90 anni, decreto che "non abbiamo ancora ricevuto".

"Quello che ci inquieta in particolare -ha precisato Chantal Hughes, portavoce del commissario al Mercato interno Michel Barnier- è se alla fine del periodo di concessione non ci sia il diritto quasi automatico per il concessionario ad ottenere il rinnovo".

In un incontro con i giornalisti a Bruxelles, la portavoce ha ricordato che la Commissione europea ha già inviato all'Italia due lettere di messa in mora sullo stesso argomento, per la concessione ai privati di sei anni in sei anni. "Contatti sono in corso con le autorità italiane per trovare una soluzione e per vedere se sono compatibili con le regole del mercato interno, per questo siamo abbastanza sorpresi" dal decreto approvato ieri, che potrebbe "non essere in conformità con quello di cui stiamo discutendo".

La polemica esplosa intorno alla misura inserita nel decreto sviluppo non si placa. Oggi è la volta del ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo a controbattere agli ambientalisti: "Non abbiamo affatto regalato le spiagge italiane ai privati. Abbiamo varato delle norme di tutela dei nostri territori per evitare che operatori stranieri subentrino a quelli italiani, non è stata una svendita".

Per Luigi Grillo, presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato si tratta di polemiche "davvero incomprensibili". Secondo Grillo "nessuno vuole privatizzare le spiagge che rimangono di esclusiva proprietà del demanio, nessuno intende favorire la speculazione sulle nostre coste, semplicemente la norma introdotta intende tutelare le migliaia di piccole imprese, perlopiù a conduzione familiare, che hanno investito cospicue risorse avendo avuto concessioni limitate nel tempo". Una scelta da parte del Governo, conclude, che "mostra di rispettare le direttive europee".

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