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Papa: italiani della Dalmazia, non venga modificato il 'Padre nostro' tradotto da San Girolamo (2)

Cronaca

(Adnkronos) - La Congregazione dei Discendenti delle Famiglie Nobili e Patrizie e degli Uomini Illustri di Dalmazia scrive ''la nostra Congregazione, che si riconosce nella componente cattolica, mediterranea, romana, veneta e italiana della Chiesa dalmatica salonitana, che ha in San Girolamo il suo massimo Santo protettore, rivolge umilmente a Sua Santita' una filiale petizione affinche' non venga modificato il testo della Preghiera che ci e' stata insegnata dal nostro Signore Gesu' Cristo e pervenuta a noi nella versione latina di San Girolamo. In particolare si chiede che l'invocazione ''ne nos inducas in tentationem'' non venga sostituta con il concetto di ''non lasciarci in tentazione''''.

''Non abbiamo la presunzione di poter competere con i teologi che ritengono la versione latina di San Girolamo essere inadeguata e che portano a suffragio della loro tesi l'invocazione del Santo ''Parce mihi Domine, quia dalmata sum'', in cui chiedeva perdono a Dio ''perche' dalmata'' in quanto la sua lingua madre era nata dall'incontro del linguaggio degli Illiri con la lingua dei Romani e temeva, per un eccesso di scrupolo e di modestia, di non padroneggiare a sufficienza la lingua latina. Tali teologi sostengono che solo il Demonio e non Dio possa indurre in tentazione gli uomini'', scrive il Priore Renzo de' Vidovich Conte di Capocesto e Rogosnizza nella petizione degli italiani di Dalmazia. (segue)

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