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Immigrati, tragedia sfiorata a Lampedusa. Barcone si incaglia, 500 si gettano in mare

Cronaca

Agrigento, 8 mag. (Adnkronos) - E' ancora buio fitto a Lampedusa quando, poco prima delle quattro di notte, si sentono delle grida provenire da Cala Francese, alle spalle del porto commerciale. Prima sono grida flebili, poi si sentono le richieste di aiuto dalle centinaia di profughi stipati su un barcone in legno. C'è chi dice che sono almeno 450, forse 500. Alla fine, quello che doveva essere l'ennesimo sbarco di routine, ha rischiato di trasformarsi in una tragedia dalle proporzioni inimmaginabili.

Poco prima di entrare in porto, dove il barcone era già atteso dagli uomini della Guardia costiera, di Finanza e Polizia, per le solite operazioni, la carretta del mare ha rotto il timone e ha proseguito il suo viaggio verso Cala Francese, proprio ai piedi del monumento dedicato ai tanti migranti morti in mare. Così, in pochi secondi, l'imbarcazione è rimasta incastrata tra gli scogli con il mare molto mosso, rischiando di capovolgersi da un momento all'altro.

Immediatamente i soccorritori sono arrivati sul posto e la scena che si sono trovati davanti è stata apocalittica. Centinaia di profughi, tra cui donne e bambini, attaccati al barcone, con il terrore negli occhi, pronti a gettarsi in acqua per paura che la vecchia imbarcazione affondasse. ''Servono luci, fari, presto!'', inizia a sgolarsi un finanziere. Alcuni profughi sono già in acqua e rischiano di annegare, anche ad altezza d'uomo. Le onde sono alte e impediscono di salire sugli scogli. E' il panico. I ragazzi della Guardia di Finanza si organizzano in pochissimi minuti e mentre due di loro raggiungono la barca, mettendo a rischio la propria vita, altri organizzano una sorta di catena umana con una cima. Ma è troppo buio e non si vede assolutamente nulla. Si sentono solo le grida delle centinaia di africani che hanno paura. La barca ondeggia più volte. Sta per abbattersi da un lato anche per le oscillazioni dovute ai migranti che si sono portati solo da un lato.

Una donna di colore cade in acqua e viene tratta in salvo dopo pochi istanti, ma appena arriva sugli scogli inizia a gridare: ''Where is my baby, where i my baby, please?''. Vuole sapere dove è il suo bambino di quattro mesi. I fari illuminano il mare, ma non c'è traccia del bambino. La donna si accascia terra e continua a piangere. Poi un uomo indica un bambino sul barcone che sta per cadere in acqua e i finanzieri si fiondano per recuperarlo. Sono minuti concitati. Tutti urlano, tutti cercano di dare una mano per salvare il bambino che alla fine viene restituito sano e salvo alla sua mamma. Molti profughi riescono a risalire sugli scogli grazie alla catena umana, ma a causa del buio non vedono le falle d'acqua e qualcuno si ritrova con la faccia contusa, un altro si è rotto una gamba.

Il giovane tenente della Guardia di Finanza Davide Miserendino non ci pensa su due volte e si getta in acqua, tutto vestito, per prendere dei bambini caduti in mare. E' bagnato fradicio, ma sembra non accorgersene. Si rigetta nel mare e continua la sua opera di salvataggio. Così come il commissario di Polizia, Corrado Empoli, che riesce a salvare diverse donne, tirandole su dagli scogli e bambini ancora piccoli. Sono quasi le cinque del mattino, ma è ancora buio fuori. Nel frattempo sono arrivate due motovedette di Guardia costiera e Guardia di Finanza che illuminano il barcone. Ma non basta. La luce è troppo fioca. Non si vede nulla. Due barchette e un gommone fanno su e giù dalla carretta per tentare di salvare almeno i bambini e le loro mamme. Tra loro ci sono anche dei pescatori lampedusani arrivati appena è scattato l'allarme.

Il barcone ondeggia un'altra volta. Per una frazione di secondo c'è un silenzio irreale. Tutti guardano verso la carretta e non fiatano. Si sentono solo le grida di terrore dei profughi a bordo che temono di morire proprio a un passo dal loro futuro. I profughi che riescono ad arrivare sugli scogli, bagnati fino al midollo, vengono soccorsi con coperte termiche. Un ragazzo pakistano, Ismahil chiede: ''Avete notizie di mio fratello? E' caduto in acqua e si è ferito. Forse è morto''. Deve aspettare più di mezz'ora per sapere che sono escluse vittime e che forse è stato portato al Poliambulatorio. ''Thank you very much'', dice con un sorriso. Rimangono solo pochi profughi sul barcone. Ormai il peggio è passato. Ma il mare è ancora troppo agitato per cantare vittoria. Sono già le cinque e mezza e sta albeggiando, quando tocca ai finanzieri alla Guardia costiera risalire sugli scogli per salvare la propria di vita, dopo avere salvato quella di centinaia di migranti. I profughi salgono sui pullman della 'Lampedusaccoglienza', molti sono ancora scossi.

Quando tutto sembra finito, si scopre che su un'ambulanza ci sono quattro bambini senza genitori. Uno ha pochi mesi, un altro poco meno di un anno e due bambine di cinque-sei anni. I piccoli vengono portati all'Area marina protetta. Qui le mamme, terrorizzate, riabbracciano i loro figli dopo avere temuto per quasi due ore di averli persi. Mentre 24 donne in stato di gravidanza sono state ricoverate al Poliambulatorio di Lampedusa. ''A tutte loro è stata praticata l'ecografia - ha spiegato all'ADNKRONOS Pietro Bartolo, responsabile del Poliambulatorio dell'isola - e per tre di loro, con particolari problemi dovuti alla gravidanza, è stato deciso il trasferimento in elisoccorso all'ospedale Cervello di Palermo''. Sempre in elisoccorso sono stati trasferiti a Palermo altri tre profughi uomini.

Ormai è arrivata l'alba e la tragedia, per fortuna, si è soltanto sfiorata.

Ma come è potuto accadere? E' il maggiore Fabrizio Pisanelli, della Guardia di Finanza di Lampedusa a spiegare che una motovedetta delle Fiamme gialle ha raggiunto a una decina di miglia dall'isola la vecchia imbarcazione. ''Tre nostri finanzieri esperti sono saliti sul barcone per governarlo fino all'arrivo a Lampedusa. Ma giunti in prossimità del porto si è rotta la catena del timone e la barca è diventata ingovernabile. Il nostro finanziere ha ingranato la marcia integrata per evitare di finire sugli scogli. Ma la barca si è incagliata e il mare agitato ha fatto il resto. ''L'importante è poter affermare che siamo riusciti a salvare tutti i profughi sulla barca'', chiosa il maggiore.

Poche ore prima della sfiorata tragedia l'ennesimo sbarco. Un barcone, con la bandiera verde del regime di Gheddafi, in ferro di trenta metri è approdato poco prima delle due della notte al porto commerciale di Lampedusa con 800 profughi, tra cui 138 donne e 12 bambini.

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