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Salone Libro: le donne straniere si raccontano nel concorso di Lingua Madre (2)

Cultura

(Adnkronos) - ''La condivisione di un momento letterario, - spiega la curatrice del Concorso Daniela Finocchi - dell'atto dello scrivere insieme, porta alla piena scoperta e consapevolezza del proprio se' femminile. L'urgenza del racconto, il desiderio di comunicare operano la trasformazione, che e' sicuramente uno degli aspetti piu' rilevanti. Carolyn G. Heilbrun nel suo ''Scrivere la vita di una donna" traccia questo percorso con particolare efficacia quando scrive "Credo che le donne arrivino alla scrittura insieme alla creazione di se stesse". Donne che fino a poco prima si immaginavano essere troppo diverse, diventano parte integrante della piu' ampia e variegata comunita' femminile, dove la storia di una si lega e si ritrova, inevitabilmente, nella storia dell'altra.

Bulgaria, Germania e Albania sono i paesi di provenienza delle tre vincitrici del VI Concorso Lingua Madre: Guergana Radeva (Bulgaria), Irene Barbero Beerwald (Germania), Generda Brace (Albania). Oltre 270 i racconti arrivati per la VI edizione. Composita la provenienza e l'eta' delle partecipanti, ma davvero considerevole e' stata la partecipazione di giovani e giovanissime (la terza classificata, Generda Brace, ha solo 11 anni). Le loro storie fanno della scrittura un luogo privilegiato di incontro e liberta' e uno spazio per affermare il proprio diritto alla parola e all'ascolto, a un linguaggio d'appartenenza, in quanto soggetti e in quanto italiane.

La narrazione, strettamente connessa al processo di ''ricostruzione'' del se' femminile, diventa cosi' uno strumento indispensabile per pensarsi e rappresentarsi al di fuori degli stereotipi. Ma anche uno strumento per riconoscere e ricostruire una propria genealogia, per riappacificarsi con le proprie origini e la propria identita' culturale, per riconoscere il debito simbolico verso la madre, per mantenere sempre viva la memoria personale. Il ruolo della memoria, indispensabile nella vita di ognuno, acquista un valore ancora piu' forte nel caso delle donne straniere, vittime di una duplice marginalita' in quanto donne e in quanto ''esiliate'', cioe' di coloro che vivono, per dirla con Igiaba Sciego, la lacerante condizione di disma'triate. (segue)

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